lunedì 21 giugno 2010

Strani incontri

Certo che di gente strana ne ho incontrata...

Il tecnico informatico
Vado ad un incontro nella sede di una grande società, per parlare con un responsabile informatico iperqualificato, specializzato in sistemi AS400. Mi preparo anche psicologicamente, sono in genere personaggi ostici e incazzosi se li contraddici.
Mi aspettavo un impeccabile man in black con occhiali da sole e 24ore, e mi trovo invece di fronte un tipetto mingherlino, sui 40 anni, con addosso una felpa dei Blind Guardian, ad occhio e croce del 97, interamente coperta di peli di gatto. Occhi a fessura abituati più alla luce del monitor che a quella solare, e dita veloci sulla tastiera. Tirava su col naso, mentre parlava, e mi guardava diffidente. Suppongo diffidasse di chiunque indossasse una camicia, per di più stirata (e senza peli di gatto).
Allora gli ho detto, indicando la sua felpa "Bello Imaginations from the other side, lo preferisco anche a Follow the blind!", e la sua faccia è diventata tutto un sorriso. Era felice, aveva trovato un amico. A volte basta poco.

La donna dalla vita difficile
"Sa, la mia è una vita difficile... mio marito mi ha lasciato, ora tra l'altro è in carcere, e mio figlio piccolo non parla"
"Vedrà signora, si sistemerà tutto..."
Mi da il suo numero di telefono, e poi mi guarda negli occhi "Lo sa che nel mio numero di telefono, c'è il numero del demonio? Crede che possa significare qualcosa?"
"Ehm...."

Tatuaggi fuori luogo
Ragazza in evidente sovrappeso. "Ho i documenti che mi ha chiesto"
Si gira per prenderli dalla borsetta appoggiata dietro alla sedia, e si piega. Enormi jeans a vita bassa, che scendono PERICOLOSAMENTE sotto la linea di sicurezza, mostrando un tatuaggio di proporzioni immani. Doveva essere un uccellino su un ramo credo, in origine. Poi la signorina aveva messo su quei 30/40 kg, e adesso sembrava una bestia presa da qualche incubo di Lovecraft.
Che dire, sexy. Brrr...

Il collega
Un ragazzo pallido, un po' gobbo, inespressivo, con tisti occhi azzurri. Non l'ho mai visto sorridere.
"Ciao, sei nuovo di qui vero?"
"Si, ho iniziato da poco.... tu invece è molto che lavori qui?"
"Si un po'... senti, io te lo dico, poi vedi tu. Io e la mia compagnia al venerdì sera ci troviamo sulla strada che va a xxx, se vuoi venire anche tu..."
"Sulla strada che va a xxx? Ma non ci sono locali li, è una strada di campagna, senza luci tra l'altro..."
"No beh ma noi ci sediamo sui guardrail a parlare di vita e di morte."
"Ah."

Feticismi?
Entra una ragazza con un bambino piccolo in braccio, e il suo ragazzo/marito. Si siedono di fronte a me, lui inizia a parlare e io lo ascolto.
Poi, senza avvertire, lei tira fuori dalla camicetta un seno. Rimane così 4/5 interminabili secondi, con un seno fuori, mentre io parlo di fondamenta e isolamento termico, fino a quando si decide ad avvicinare la bocca del pargolo e inizia ad allattarlo.
Credo di aver mantenuto il controllo, ok, ma io dico cacchio, avverti! "Scusate solo un secondo, devo allattare il bimbo". Poi ti giri un attimo, fai quello che devi fare, e quando ti giri di nuovo hai il bimbo al seno.
A parte che poi, pensandoci bene, devi proprio aspettare di entrare nel mio ufficio per allattare il pargolo? Potevi mica aspettare 10 minuti?! Non ti moriva di fame tra le braccia dai...
A meno che mi sia trovato di fronte ad un nuovo tipo di feticismo, "Allattamento a sorpresa". Se devo scegliere, preferisco ancora le manette.

Il traduttore
Due magrebini entrano in ufficio. Uno faceva il simpaticone affabile tutto sorrisi, parlava bene l'italiano. L'altro stava zitto, si intuiva che non capiva una cippa.
Per un secondo ho pensato che avesse la bocca piena di tritolo e volesse far saltare in aria il palazzo trattenendo uno starnuto, e infatti stavo anche per mettermi a ridere.
Si siedono, e il chiaccherone mi fa "Senti caro (caro stocazzo ho pensato, ma non gliel'ho detto), il mio amico qui non capisce tanto. E' un anno che è in Italia, ha permesso di soggiorno e contratto lavoro, ma non parla tanto bene quindi parlo io e faccio da traduco ok?"
"Ok bene, fa traduco. Fermami quando devi spiegare al tuo amico. Allora, se cercate un appartamento in quella zona vi dico che è tutto abbastanza caro..."
"Aspetta: Ahlm lham hlalh khmer in cla szona la l'è tut car ahlam hick shalom".

Non so come ho fatto a trattenermi dal ridere... traduceva quello che gli dicevo un po' in arabo, e un po' in dialetto mantovano!! Roba che se la sente Borghezio gli viene un infarto, forse due haha...



4 commenti:


  1. :-D
    mi hai ricordato un paziente di tanto tempo fa.
    Pakistano, non parlava inglese però, nemmeno italiano. Per comunicare con lui si chiamava la ditta in cui lavorava, a Merano, loro gli parlavano nel dialetto della zona e allora si arrivava a qualche cosa... :-D

    Per l'allattamento... scommetti che quella stessa donna tra un anno se uno le sbircia il reggiseno urla "al porco"?
    Son strane le donne!

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  2. bahuahahahhahahah.....rido soprattutto immaginando le tue espressioni!!!

    [Midori]

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  3. Ma quelli che stanno sul guardrail poi sperimentano i flussi di vita e morte attraversando la strada al buio correndo?
    ;-)

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  4. @Streghetta: dici?! Potrebbe anche essere... sempre che la mia teoria sul feticismo si riveli infondata :D

    @Midori: E io rido immaginandoti ridere.

    @Ant: Parlando di calamite...l'elenco, dall'ultimo post, contiene già almeno 3 new entry! Potrei farci un libercolo hehe...

    @dafnefairy: Miele o calamita non lo so... forse è solo sfiga hehe. Ma almeno mi faccio qualche risata. :-)

    @Nephie: Non saprei Nephie, ma ricordando la faccia del tizio mi verrebbe da dire di si! ;-)

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