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lunedì 31 luglio 2023

Diario di un Real Estate Novelist


Tutto è nato qui, ormai più di dieci anni fa, considerando che sto scrivendo queste righe nel 2023.
Da allora ho solo cambiato nom de plume, scegliendo quello di Giovanni Solberg.
Alcuni dei racconti che ho scritto su questo blog sono diventati parte del romanzo breve Diario di un Real Estate Novelist. Titolo chiaramente ispirato ad un vecchio pezzo di Billy Joel, Piano Man (1973).

Un burnout, il crollo del mercato immobiliare agli inizi degli  anni dieci del ventunesimo secolo e un abbozzo di crisi esistenziale: la  collisione tra questi elementi ha generato ottantotto racconti brevi, ironici, malinconici, surreali, pagine di un diario/romanzo scritto nell’arco di cinque anni da un agente immobiliare quasi per caso.

Immaginate una  agenzia di provincia a cavallo tra la Lombardia e l'Emilia Romagna.  Adesso immaginate clienti strambi, case raccapriccianti, colleghi  inqualificabili, bestemmie (censurate), risate, amicizie imprevedibili,  dildi enormi, cani spaventosi, notti insonni, notai stravaganti e  Spritz. Se ci siete riusciti, vi siete fatti un idea di cosa troverete  tra le pagine di questo romanzo.

Tutto quello che leggerete è  tratto da esperienze realmente vissute, e "solo i nomi sono stati  cambiati per proteggere gli innocenti." Easattamente come in Dragnet  (1951).

Il romanzo è interamente pubblicato sul sito ufficiale https://realestatenovelist.ink/, ma acquistabile anche su Amazon in versione cartacea o eBook: https://www.amazon.it/dp/B0C2SM64ZN
Gratis per chi ha Kindle Unlimited.


lunedì 22 novembre 2010

Confessioni di un improbabile agente immobiliare

Già. Agente immobiliare. Per essere precisi, mediatore per il settore immobiliare. E' la mia attuale qualifica, e anche solo il suono è agghiacciante, figuratevi farlo (beh, per me ovviamente), ma fa lo stesso.
In realtà, anche se già da quasi un anno lavoro nel settore, potrò fregiarmi del titolo summenzionato solo se a marzo passerò l'esame. Eh si, perchè al corso di 100 ore iniziato a settembre e finito l'altro giorno serve un gran finale!
Vi riuscirà forse difficile da credere, ma l'idea di fare quel corso non mi allettava poi così tanto... tuttavia "s'aveva da fare", e quindi ho cercato di prendere la cosa con leggerezza. Non alla leggera, con leggerezza.
E ho trovato perfino qualche motivo per ridere.

Beh, i mediatori immobiliari, quelli di razza, li riconosci subito. Spesso arrivano da corsi di formazione di alcune famose (o famigerate) reti di franchising. Ce n'erano due. Li chiamavo i "Man in gray"
Completo grigio, entrambi. Scarpe lucide nere, entrambi. Camicia chiara e cravatta a contrasto, entrambi. Orologio da billionaire sempre in bella mostra, entrambi. Simpatici come un aneurisma di sabato, entrambi.
2 o 3 volte per lezione, una importantissima telefonata di lavoro li costringeva ad uscire dall'aula. Rientravano sempre col sorriso di chi aveva concluso un affare milionario via Blackberry, di nuovo.
L'imprinting di scuola americana aveva instillato in loro l'amore viscerale per la loro rete, il bisogno fisico di partecipare ai meeting motivazionali, il rispetto reverenziale e malato nei confronti del loro Presidente, e il desiderio di vivere per i numeri, inumeri, i NUMERI!!!
Li guardavo e pensavo: dove ho messo il napalm?

C'era il Costruttore. Un amico mio paisà con la grossa fortuna di poter vivere di rendita o quasi, e di aver sposato la ragazza per la quale stravedevo alle medie. Un simpatico folletto quasi cinquantenne che vuole inventarsi una nuova professione.

Economicamente affine a questa figura, c'era il Milionario Modesto: un ragazzone alto come un palo dell'enel, simpatico e per nulla intenzionato a far capire che una delle sue preoccupazioni principali potrebbe essere quella di decidere come spendere i soldi. Ha deciso di spenderli facendo un corso per agenti immobiliari, il che mi dice che ha un gusto quantomeno originale in fatto di sputtanamento euro.

Poi c'era la coppia strana. Marito e moglie, inquietanti. Lei rumena, brutta come solo una rumena brutta può esserlo, 30 anni. Lui italiano, 45 circa. Gli rivolgevi la parola, gli facevi una domanda, li salutavi... reazioni al limite del percettibile. E se proprio dovevano parlare, sorridevano e dicevano "no". E si tenevano sempre per mano. Sempre. Credo che uno dei due fosse mancino, è l'unica spiegazione al fatto che riuscissero a tenersi per mano e prendere comunque appunti. In 100 ore, li avrò sentiti pronunciare 8/9 parole al massimo. L'aspetto positivo è che non disturbavano, certo no.

C'era la Vamp. Alta, fisico da modella, folta chioma bionda perfettamente acconciata (sempre in modo diverso), vestita con quelle cose che di solito vedo solo a Nonsolomoda. Nel giro di 2 lezioni era diventata la musa ispiratrice del Costruttore, di uno dei due Man in Gray, e del Milionario Modesto. Alla fine la Vamp si è dimostrata ampiamente più simpatica e alla mano di quanto si potesse mai immaginare. Ogni tanto le persone riservano piacevoli sorprese.

C'era la Brutta Addormentata. Ultimo banco a destra, schiena appoggiata al muro, gomito sul tavolo a reggere testa ciondolante, e il resto dei suoi 110kg adagiato sulla sedia. Ha dormito per 2 mesi. Però mi ha confessato che il suo sogno è quello di aprire una piccola rete di agenzie a suo nome. Forse intendeva il sogno ricorrente nei 2 mesi di pennichella serale.

C'era la prof. di South Park. Voce soporifera, stazza da cantante lirica tedesca... la sua particolarità era che sembrava davvero un personaggio di South Park. So che non riuscirò a descrivere correttamente questa strana sensazione ma... era come se fosse la proiezione tridimensionale di uno di quei personaggi che sembrano fatti con ritagli di carta. Deve essere qualcosa che ha a che vedere con le sue proporzioni caricaturali, per come si vestiva, per le movenze. Fatto sta che quando entrava in aula, nella mia testa partiva la famosa sigla suonata dai Primus.

E poi c'ero io, improbabile agente ventottenne (eh si, mi han dato ventotto anni o ventinovenondipiù... si vede che i debiti fan bene alla pelle).
Io che rispondevo in modo strano alle domande dei prof.

Prof. "Signor Stefano, mi dica... il bollo da 14,62 € cos'è, un imposta, una tassa o un contributo?"
Stefano: "Un'imposta"
Prof: "Si, ma che tipo di imposta è?"
Stefano "Direi... Adesiva?"


Mentre rispondevo, le ho fatto così ;-)

mercoledì 12 maggio 2010

Did you know?

Un video interessante e ben realizzato. La colonna sonora di Fatboy Slim (Right here, right now) calza a pennello.




Arrivederci.

giovedì 16 ottobre 2008

Equivoci

Quando è successo, prima mi sono un po' incazzato, poi ho riso per quasi mezz'ora di fila.
Quest'estate mi sono sentito via sms con un'amica che era in vacanza, e per prenderla un po' in giro le ho scritto, in tono da "capo ufficio" la seguente frase.

"Buon divertimento, e mi raccomando, al tuo rientro esigo un rapporto completo sulla mia scrivania prima della riunione delle 9:30"


Ora, ammetto che mentre premevo invio avevo intuito che la frase poteva contenere una trappola, ma non ci badai più di tanto... il significato era chiaro no?!
Evidentemente no, visto che la sua risposta fu più o meno questa:

"Qui tutto bene grazie, mi sto divertendo! Però ti prego di non mandarmi più messaggi di questo tipo! La settimana prossima poi vado invacanza col mio fidanzato in vattelapesca* e rientro il 20"

Ma voglio dire, come si fa a fraintendere? Ok che il termine "rapporto completo" può essere equivoco, ma prima di fare l'offesa prova almeno a pensare se non potevo voler dire qualcosa di diverso dal "facciamo sesso sulla mia scrivania"!! Tra l'altro se anche avessi voluto intendere qualcosa del genere, vi pare che avrei mi sarei espresso questo modo??! "Esigo un rapporto completo sulla mia scrivania"?! Ma per piacere...

Ma dico io, a che stava pensando mentre leggeva il messaggio?! :-)


* sostituite vattelapesca con una località a caso del sud, non mi ricordo quale.

domenica 28 ottobre 2007

All Hallows Eve, o Halloween :P

halloween


"Paura eh?" direbbe Lucarelli!
E di paure, grandi o piccole, ne proviamo tutti i giorni.
Quando eravamo piccoli avevamo paura del nostro armadio di notte (o di COSA vi si nascondeva), della maestra severa, del bullo della scuola (ah, bei tempi... quante legnate mi sono dato con i vari bulli hahaha!), paura che i nostri genitori scoprissero le nostre marachelle...

Ma anche ora di paure ne abbiamo parecchie, derivate dalla presa di coscienza del mondo che ci circonda, con le sue guerre, la fame, le malattie e i disastri ecologici.
Dalla consapevolezza dei nostri limiti di esseri umani fallibili (ma non per questo necessariamente falliti), dalla paura di non riuscire a realizzare i propri sogni, dalla paura di lanciarsi in imprese nuove perchè "chi lascia la strada vecchia per quella nuova..."
Paura di restare soli, così si finisce col prendere la prima persona che semplicemente non ci manda a cagare ogni volta che ci vede, e la sposiamo. Esagerazione? Naah, ne conosco di storie così...

Oppure paura di lasciarsi andare con una persona che si sta iniziando ad amare perchè ormai le storie d'amore sembranno avere una data di scadenza, oltre la quale si cestina tutto, e quindi perchè darsi da fare?
Paura di invecchiare, in questo mondo dove se non sei sempre al top della forma fisica, se non sei bello bello bello (e io, modestamente, lo sono haha) , diventi una persona di serie B.

E la paura ultima, quella della morte (e qui immaginatevi il rombo di un tuono e un cavallo che nitrisce in lontananza*).
Solo una piccola parentesi sulla morte. A me non fa paura. Fanno paura il dolore, la sofferenza, quasi più quella dei miei cari che la mia, ma non la morte. Sono in sintonia con Fabio Volo (un intelligente cazzone, secondo me), che in un'intervista ha detto che a lui non fa paura morire, ma che gli  DISPIACE morire.

"Affrontare le proprie paure"... una frase standard da strizzacervelli.

Ma mi torna in mente quando da piccolo, a casa da solo, sentivo dei rumori provenire dalla stanza della caldaia. Col cuore in gola e le gambe dure per la tensione, mi armavo del primo coltello che trovavo in cucina e a passi tremanti mi avvicinavo alla porta di quella stanza, pronto ad aprirla e a scoprire cosa vi si nascondeva dietro.

E penso che a fronte di tutte queste paure quotidiane, l'unica cosa che possiamo fare per vivere la nostra vita appieno, è decidere di non aver paura. Non dico che sia facile, ma bisogna almeno provarci.

Quindi eccomi qui davanti a questa scalinata. Chissà se le due bimbe che ho qui di fianco sono le mie "amiche speciali" conosciute da poco.
Non so se hanno paura o meno, ma so che le terrò per mano e non lascerò che nessuno le faccia del male.

* chi scopre la citazione (facile per altro) ha un etto di "stima di Derek" in omaggio
 

giovedì 25 ottobre 2007

Questo odore mi piace!!

Allora, tutti ben conosciamo la potenza dei ricordi e sensazioni evocate da determinati profumi, che il nostro  bel cervello riesuma istantaneamente andado a pescare in chissà quali remoti recessi della memoria.
A volte si tratta di collegamenti banali, ad es. "mi piace il profumo della torta di mele perchè mi ricordo quando la faceva mia nonna"
Ma ci sono casi in cui, semplicemente, un odore ci piace in modo inspiegabile (mentre fa cagare praticamente al resto del mondo), o che ci riporta si a vecchie memorie, ma in modo più subdolo e sottile.

Ho deciso di elencare un po' quelli che sono tra gli "odori" che, a volte inspiegabilmente, a volte "spiegabilmentissimamente" più mi colpiscono.
Sono quelli che mi sono venuti in mente al volo, se me ne vengono in mente altri le scrivo.

Nota: Sono in ordine............................................... sparso! :P



  • Pennarelli indelebili Pentel

  • Colla vinavil

  • Colla coccoina

  • Fusto di dixan vuoto (questo è fantasticoo hahaha)

  • Benzina, gasolio e miscela mal bruciata

  • Crema per ceretta (quella che va scaldata sul fornello)

  • Tubo di scappamento di Renault 4 (questa la spiegherò, se mai vorrà,  e soprattutto se mai la troverò, solo alla donna della mia vita)

  • Dopobarba Denim

  • Fumo di sigaretta in garage (lo so che è assurdo)

  • Neve scaldata su ghisa calda (anche questa è da malati)

  • Odore di camino, specialmente in montagna

  • Sterpaglie bruciate

  • Olio refrigerante da officina metalmeccanica


Ok, adesso sapete che ho dei gusti nasali strani hahaha!
E voi come siete messi? 

martedì 23 ottobre 2007

Ma dico io...!!!

Premessa: di solito, tra amici, difficilmente mi metto a parlare di politica o economia. Si, ogni tanto capita, ma il più delle volte si parla:

1) di cazzate
2) di questioni di cuore
3) di lavoro
4) di famiglia
5) di altre cazzate
...
27) Politica ed economia


Ciò non significa tuttavia che non abbia coscienza politica o sociale. Quando in giro si sentono certi ABOMINI, beh faccio fatica a tacere.

Tre argomenti che negli ultimi giorni mi hanno letteralmente fatto girare le.. ok, ci sono signorine quindi eviterò scurrilità, ma avete capito cos'è che mi hanno fatto girare, sono questi.

1) Mastella che sposta i magistrati come gli tira, e nessuno che fiata.
2) Padoa Schioppa che da dei "bamboccioni" a quei ragazzi che stanno a casa coi genitori fino a 30 anni
3) La legge Levi per i diritti d'autore sulle pubblicazioni in rete

Prendo in esame velocemente i tre punti

Questione Mastella
Siamo alla negazione dei più elementari fondamenti di giustizia. Qui ognuno (se potente) fa il proprio comodo, perennemente impunito, lautamente pagato per stare in parlamento a blaterare a caso, e pure con pensioni milionarie per quando, dopo tante fatiche, si ritirerà. E'... inconcepibile, siamo ai livelli di certi stati africani governati da militari prezzolati e corrotti, nè più nè meno.
E nessuno o quasi dice niente. Napolitano dice "basta litigare". Macheccazzo, siamo all'asilo?! "Basta litigare"!?!??!?! Ma vaff...

Dal blog di Beppe Grillo - Appello per magistris

Questione Bamboccioni
Mi sono sentito chiamato in causa, decisamente.
Quasi tutte le persone che frequento hanno un lavoro. Chi come dipendente, chi come autonomo.
Il dipendente ha uno stipendio che va dai 900 ai 1200 euro al mese, non sempre con tredicesima o quattordicesima. Mutuo? Affitto? Non cambia molto, si va dai 350 ai 500 euro in entrambi i casi, spesso oltre. E per dei bilocali. 
E poi ci sono i mobili, l'auto che ogni 10 anni è meglio se la cambi, devi mangiare, devi vestirti. Da solo è impossibile farcela, è matematico.
Forse in 2 ce la si fa, ma chi è "singol" cosa fa?
Già 3 anni fa avevo capito che questo empasse andava superato.
E ho deciso di cambiare rotta. Prima ho iniziato a lavorare per conto mio, poi ho aperto una piccola società... nella speranza che lavorando 15 ore al giorno qualcosa in più in tasca potesse restare.

Ma poi ti trovi lo stato che ti tassa in modo allucinante, che devi pagare contributi per pensioni che forse non vedrai mai, che un mese lavori come un dannato e il mese dopo c'è calma piatta, e ti bruci tutto quello che avevi guadagnato prima!

Ma alla fine, in effetti, qualcosa in più riesci a ottenere, è vero. E fai anche un lavoro che ti piace (non l'avresti scelto altrimenti, no?). Quindi tutto a posto.

O no?

No perchè poi quando vai in banca ti chiedono che garanzie hai. Perchè un dipendente da garanzie, un autonomo o imprenditore (non quelli ricchi, quelli barboni come me), per assurdo molto meno.
E poi ti chiedono se i tuoi genitori hanno una casa.
E io penso: si che ce l'hanno, se la sono anche costruita, sudando ogni mattone e ogni piastrella, ma penso anche che al giorno d'oggi non riuscirebbero più a farlo. E comunque voi banche su quella casa non metterete mai le grinfie.

Concludo solo riportando due esempi.

Esempio uno: Il mio socio ha comprato la casa nel 2000, prima dell'euro. L'ha pagata, allora,  l'equivalente di 115.000 euro. Dal 2000 ad oggi, sappiamo che gli stipendi non sono raddoppiati, valgono anzi poco più della metà di allora.
La sua casa invece adesso è valutata 240.000 euro perchè si sa il mercato immobiliare è così.
Uno si troverebbe a dover comprare una casa che vale il doppio con uno stipendio quasi della metà. Ci vuole Copperfield.

Esempio due: mia sorella.
La mia bella sorellina vive in Scozia da 2 anni. Fa un lavoro normalissimo in una multinazionale, con uno stipendio nella media. Riesce a vivere da sola, mantenersi, venire giù in italia 3 volte all'anno o più, andare in vacanza un paio di volte e stava pensando di acquistare (con sacrifici ovvio) una casetta la, anche solo come investimento.
In italia chi potrebbe anche solo pensare una cosa del genere? Io sono affezionato all'italia, ma sta diventando sempre più una "repubblica delle banane", e mi chiedo spesso "ma che ci sto affare?!?!"

Dal Blog di Beppe Grillo - Il Bamboccione

Questione Levi
Ma scherziamo? Questa proposta non può passare (spererei fosse già stata bocciata anche). Siamo a livelli di controllo senza senso e liberticidi, leggi da regime dittatoriale.
Non aggiungo altro.

Sempre da quel bel blog: La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

venerdì 19 ottobre 2007

Una questione incresciosa..

Qualche giorno fa, all'interno di un post di una cara amica, è stata sollevata una questione che mi riguardava da vicino.
Ora, non voglio fare quello che se la prende... l'argomento è "toccante", e quindi capisco bene che Curlyz e Khira possano nutrire qualche riserva nei miei confronti, dato che conoscono solo la mia controfigura splinderiana e quindi solo una piccola parte di me.

E l'argomento in fondo è stato solo "sfiorato", ma la tensione era comunque "palpabile", ed è innegabile che in un certo qual modo un pensiero scomodo "strusciava", ops volevo dire strisciava, tra le righe di quel post.


Ammetto di essermi sentito in parte vilipeso dalle due signorine di cui sopra, dalla loro mancanza di fiducia nei miei confronti, soprattutto visto quanto io sia sensibilizzato dall'annosa questione in oggetto, e quanto nella mia vita abbia dato, lottando con le mie sole mani e forze,  per questa causa.

Ed è con un certo orgoglio che presento il manifesto della mia prossima campagna di sensibilizzazione.


mano_small


Sono certo che ora Curlyz e Khira potranno "tastare con mano" la bontà, la purezza e l'innocenza dei miei intenti e dei miei valori.


 

lunedì 8 ottobre 2007

Un po' a nudo


Ieri è stata davvero una giornata di quelle che buttano giù... e buttarmi giù non è facile, ve lo assicuro.


Ho riscoperto le mie paure... mi sono sentito vulnerabile e nudo.. odio sentirmi così. In ginocchio. Ma mi sono rialzato, mi rialzo sempre... trovo sempre la voglia di ridere e di far ridere.


La trovo dentro me, nei volti dei miei cari, nell'amore incondizionato della mia cagnolona (Sally, come quella del film con Harry...), nelle parole, anche scritte, scambiate con amici.


E adesso, sto sorridendo. Un po', almeno, ma è meglio di niente no?


Ho aperto la finestra, e i profumi dell'autunno hanno invaso la stanza, portando dentro ricordi di altri autunni, passati giocando con gli amici nel giardino di casa, ricoperto dalle foglie gialle e arancioni degli aceri. Mi godo il luccichio delle stelle in questo cielo d'ottobre, e il profumo di erba tagliata di fresco.


Finisco l'ultimo goccio di Jack Daniels, mentre penso che in fondo c'è sempre un motivo per sorridere.


lunedì 24 settembre 2007

Stasera sono allegro...

... no, non molto in realtà. Ogni tanto capita anche a me, checcepossofà?
La tristezza è un sentimento che non posso non legare al periodo Romantico, il mio preferito.

E visto che siamo in tema di allegria, ecco uno stralcio de "The rime of the ancient mariner - La ballata del vecchio marinaio", di Samuel Taylor Coleridge.
Se vi capita di leggerla, meglio se in inglese, probabilmente resterete colpiti quanto me dalla forza evocativa sprigionata da ogni singolo verso.

E adesso basta far finta di essere colto, leggete e se vi piace correte a leggervi il resto in biblioteca


Potrei accennarvi anche la storia, ma forse se non dico niente e vi lascio solo questi due pezzi semislegati vi incuriosisco di più hehe...


La ballata del vecchio marinaio

"Giorno dopo giorno, giorno dopo giorno.
immobili senza un soffio di vento o un movimento
immobili come una nave dipinta su un oceano dipinto
acqua acqua ovunque
e tutte le assi si ritirarono
acqua a perdita d'occhio ma non una goccia da bere."

"Uno per uno alla luce della luna
troppo veloci per un sospiro o un gemito
uno a uno si voltarono con un dolore insopportabile
e con gli occhi mi maledirono
Quattro volte cinquanta uomini
(e non li sentii nè sospirare nè gemere)
con un tonfo sordo, informi, senza vita
caddero, uno a uno"

S.T. Coleridge