sabato 4 febbraio 2012
Sofferenza elettrica
Mi sono imbattuto in questo video su un blog a tema tecnologico che visito di quando in quando, inserito nella categoria che un mio "altrove compare" chiamerebbe cazzetterie.
Quindi un qualcosa di divertente, sul quale ci si dovrebbe fare una risata, un filmato che potrebbe andare in onda in programmi preserali fatti per famiglie che consumano i loro sofficini bevendo tavernello e coca cola davanti alla tv.
Eppure, io guardandolo, ho provato sofferenza. Vera, e disturbante... ed è folle, lo so. Folle perchè sto semplicemente vedendo una vecchia lavatrice col motore spinto al massimo da una -supopongo potente- unità elettrica esterna, e che man mano che passano i minuti si rompe, sempre di più. Come è ovvio che sia.
Eppure quella telecamera fissa sul soggetto, il sibilo del motore che ruota sempre più velocemente, gli intervalli tra uno stacco e l'altro, il silenzio prima di un nuovo impulso elettrico, la lavatrice che inizia a perdere pezzi, e poco a poco si deforma, con l'oblò che si apre e si chiude istericamente come una bocca che chiede aiuto ma non riesce a prendere fiato, e il rumore sempre più assordante... non mi è piaciuto per niente, non ci ho trovato niente di comico, o di anche semplicemente curioso.
Mi è semplicemente sembrata una tortura, gratuita, violenta, senza senso.
Un bambino che strappa le ali a una farfalla, un uomo bendato e legato su una sedia in un carcere di Guantanamo in attesa della prossima scossa elettrica, una cavia da laboratorio con lunghi aghi cromati infilati ovunuqe... sono queste le immagini che mi ha in qualche modo restituito il mio subconscio, e per quanto mi dica "ma è solo una lavatrice, cazzo", non riesco a trovare meno atroci questi fotogrammi.
E non mi si venga a fare il paragone con i bambini che muoiono di stenti nelle "repubbliche" centrafricane, o i video di reali torture inflitte ad esseri umani... sto male anche quando vedo quelli, non preoccupatevi. E' che quello che ho visto attraverso quei fotogrammi è più sottile, è qualcosa al quale ero meno preparato, o visivamente abituato, e forse per questo motivo è riuscito (assurdamente, ripeto) ad entrare più in profondità.
E può darsi che ultimamente mi trovi ad essere, per vari motivi, particolarmente, eccessivamente sensibile, ma... in questo momento sto pensando che utilizzerei questo video per uno spot di Amnesty International, e credo che non sarei l'unico a coglierne l'anima. Un'anima gratuitamente violenta, che non mi è piaciuta per niente.
domenica 3 maggio 2009
Non sopporto Cruciani...
In auto ascolto prevalentemente musica, però ogni tanto mi capita di spegnere il lettore CD e seguire Radio 24, che fa parte (lo so, è abbastanza ovvio) del gruppo editoriale del Sole 24 Ore.
Spero che il cambio di direttore al Sole non influisca su Radio 24, perchè tanto mi stava simpatico De Bortoli quanto odioso quella specie di Harry Potter cresciuto male di Riotta.
Trovo che sia una radio veramente interessante, soprattutto per quanto riguarda le trasmissioni a tema "economico" come Jefferson Ming (ora Jefferson 2), Salvadanaio e Focus economia.
Ma seguo volentieri anche Il gastronauta (sui tesori gastronomici italiani), I magnifici (si parla di musica), Moebius (scienza) e La storia e la memoria (naturalmente, storia). Insomma, vedete, c'è roba interessante!
E poi c'è La zanzara. Il programma di Giuseppe Cruciani. Che mi sta un po' sui coglioni.
In questo programma, che ascolto mentre torno a casa dall'ufficio, il dott. Cruciani riceve le telefonate degli ascoltatori e discute con loro dei fatti del giorno, fondamentalmente in ambito politico ed economico.
Chiamano veramente tutti, dal piccolo imprenditore alla maestra in pensione, dal neolaureato all'operaio metalmeccanico, e quello che trovo interessante è il sentire tutte queste voci "diverse" esprimere la propria opinione sulla loro Italia.
C'è chi ha le idee chiare e chi è confuso oltre ogni ragionevole limite, chi si indigna per tutto e scenderebbe a girotondare un giorno si e uno no, e chi dice "tanto non cambierà mai nulla"... veramente un interessante affresco sociale... e forse è questo affresco che mi spinge a continuare a seguire questo programma, perchè se fosse per il giornalista Cruciani, ci avrei messo già una bella croce (appunto) sopra.
Capisco benissimo che anche il più imparziale dei giornalisti, di quando in quando, possa rischiare di lasciar trasparire le proprie preferenze politiche o ideologiche.. ma è normale, è umano!
Quello che fatico a sopportare è chi invece è palesemente schierato, e che asserisce invece di non esserlo, nel modo più assoluto. A meno che lui sia veramente convinto di non esserlo, e a quel punto gli consiglierei uno psicologo.
Diversamente da Fede, che forse con l'età sta anche rincoglionendo, Cruciani è intelligente, e abile con le parole. Non tanto da rendere invisibile la sua faziosità, ma abbastanza da riuscire a mettere sempre in ridicolo il radioascoltatore che non la pensa come lui. E questa cosa la trovo odiosa.
Odiosa perchè infierisce solitamente su gente semplice, che magari ha idee chiare ma non ha la prontezza per rispondere a tono alle sue allusioni, ai suoi attacchi e alle sue conclusioni pilotate.
E non vi dico quanto godo quando trova dall'altra parte una persona scaltra e informata! Si sente distintamente che prova fastidio, che suda freddo, e che se potesse troncherebbe la comunicazione immediatamente.
Gli piace vincere facile e odia perdere, poveretto.
Mi capita, raramente, di essere d'accordo con lui, ma il più delle volte ho come l'impressione di ascoltare un arguto imbecille, e questa cosa mi fa strano perchè quasi tutti i conduttori di Radio 24 sono assolutamente corretti ed esprimono le loro opinioni in modo sobrio, misurato.
Ora, il programma si chiama La zanzara, e com'è noto le Zanzare punzecchiano e stanno sulle palle a tutti. Quindi, ho pensato, magari sta scritto sul suo contratto che deve fare lo stronzo. Ma a giudicare da come gli viene bene e naturale, forse al programma prima si chiamava "Discutiamo assieme" e han cambiato il titolo dopo aver sentito la prima puntata.
Ricordo, qualche mese fa, una sua affermazione che mi ha costretto a spegnere immediatamente la radio e a mettere su Master of Puppets a volume smodato. La discussione era più o meno questa:
Ascoltatore: "Beh, volevo dire che Berlusconi da alcuni processi ne è uscito pulito esclusivamente perchè il reato è caduto in prescrizione, quindi non è 'esattamente' innocente"
Cruciani: "Non capisco cosa vuole dire. Uno o è colpevole o è innocente. Non esiste una terza via. E secondo i magistrati Berlusconi è risultato innocente"
Ascoltatore: "...ma, io credo che ci sia una differenza tra..."
Cruciani: "Ma lei può credere quello che vuole, per carità, qui alla Zanzara facciamo parlare tutti."
Ascoltatore: "Si, ma volevo anche aggiungere che alcuni di quei processi si sono conclusi con prescrizione grazie ad alcune leggi che lo stesso Berlusconi ha..."
Cruciani: "Si si vabbè, le leggi ad personam, però non se ne può più di ste argomentazioni, sono sempre quelle eh. E ora Mauro da Parma, buonasera Mauro....."
Giuro, ho pensato "Non può avere detto una cosa del genere dai. Non può. Non sta nè in cielo nè in terra..."
E dopo pochi secondi è iniziata Battery.
sabato 14 febbraio 2009
San Valentino, ottanta anni fa...
1929, Chicago.
Al Capone, il boss di origini italiane, e l'irlandese "Bugs" Moran si contendono il mercato degli alcolici di contrabbando, e più in generale il potere sulla città.
Moran cercherà di eliminare Capone in almeno due occasioni, ma i tentativi andarono a vuoto. Molte furono le morti che comunque insanguinarono le strade della città, su entrambi i fronti. Tanto da spingere i capi delle gang a decidere, ad un certo punto, per una tregua.
La tregua non durò tuttavia molto. Moran, rendendosi conto che la morte dei suoi 3 compagni O'Banion (eliminato da killer prezzolati agli ordini del clan dei Genna), Weiss, e Drucci (ucciso durante uno scontro con la polizia) lo rendeva a tutti gli effetti l'unico e solo leader della gang, decise che era giunto il momento di colpire.
L'uccisione di molti intimi amici, i continui assalti ai suoi magazzini, i furti e gli incendi subiti da parte della gang di "Bugs", spinsero Capone (già nei guai con le forze dell'ordine) sull'orlo della paranoia. Arrivò a circondarsi di ben 15 guardie del corpo. Ammise quasi di essersi pentito di aver lasciato a suo tempo Five Points (il quartiere di New York che lo aveva visto crescere come criminale all'interno della James Street Gang) per trasferirsi a Chicago.
La livello di sopportazione di Capone aveva segnato il limite. Il 14 febbraio 1929, decise di mettere la parola fine al potere di Moran.
Fu Sam Giancana, uomo di fiducia di Al Capone, a dirigere l’operazione, geniale e spietata. In quel giorno Capone si trova a Miami, in Florida (alcune fonti dicono per una vacanza, altri per un interrogatorio)
Due auto, una Cadillac e una Peerless, modificate per assomigliare due auto della polizia, parcheggiarono di fronte ai magazzini della SMC Cartage Company, dove era in corso una riunione dei membri della gang di "Bugs".
Dalle auto scesero gli uomini di Capone e alcuni ex membri dei Egan's Rats. Due erano travestiti da poliziotti, altri indossavano lunghi trench.
Colti di sorpresa, gli uomini di Moran si lasciarono disarmare. Trascinati nel retro del magazzino e allineati contro il muro, furono tutti uccisi a colpi di mitragliatore, con almeno 40 proiettili in corpo ciascuno.
Tra loro avrebbe dovuto esserci anche Moran, ma così non fu. Forse era semplicemente in ritardo, oppure si insospettì alla vista delle due sedan parcheggiate fuori dal magazzino. Fatto sta che Bugs riuscì a sfuggire da quella che viene ricordata con il nome di "strage di San Valentino".
mercoledì 16 aprile 2008
Fanculo, brutto testa di cazzo!
Abbastanza in tema col mio umore direi anche!
p.s. in fondo, per i pigri, c'è il video.
"Sì…vaffanculo anche tu!
Affanculo io? Vacci tu!
Tu e tutta questa merda di città e di chi ci abita.
In culo ai mendicanti che mi chiedono soldi e che mi ridono alle spalle.
In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina.
In culo ai Sikh e ai Pakistani, che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti…puzzano di curry da tutti i pori; mi mandano in paranoia le narici… aspiranti terroristi, E RALLENTATE, CAZZO!
In culo ai ragazzi di Chelsea, con il torace depilato e i bicipiti pompati, che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi e te lo sbattono in faccia sul Gay Channel.
In culo ai bottegari Coreani, con le loro piramidi di frutta troppo cara, con i loro fiori avvolti nella plastica: sono qui da 10 anni e non sanno ancora mettere due parole insieme.
In culo ai Russi di Brighton Beach, mafiosi e violenti, seduti nei bar a sorseggiare il loro tè con una zolletta di zucchero tra i denti; rubano, imbrogliano e cospirano…tornatevene da dove cazzo siete venuti!
In culo agli Ebrei Ortodossi, che vanno su e giù per la 47a nei loro soprabiti imbiancati di forfora a vendere diamanti del Sudafrica dell’appartheid.
In culo agli agenti di borsa di Wall Street Wall-Street-Layoffs , che pensano di essere i padroni dell’universo; quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas/Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora. Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita… e Bush e Chaney non sapevano niente di quel casino?! Ma fatemi il cazzo di piacere!
In culo alla Tyco, alla ImClone, all’Adelphia, alla WorldCom...
In culo ai Portoricani: venti in una macchina, e fanno crescere le spese dell’assistenza sociale… e non fatemi parlare dei pipponi dei Dominicani: al loro confronto i Portoricani sono proprio dei fenomeni.
In culo agli italiani di Benson Hurst con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medagliette di Sant'Antonio, che agitano la loro mazza da baseball firmata Jason Giambi The-A-Rod-Gamble, sperando in un’audizione per I Soprano.
In culo alle signore dell’Upper East Side, con i loro foulard di Hermesse e i loro carciofi di Calducci da 50 dollari: con le loro facce pompate di silicone e truccate, laccate e liftate…Non riuscite a ingannare nessuno, vecchie befane!
In culo ai negri di Harlem. Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa. E muovete le chiappe, è ora!
In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili, nascosti dietro il loro muro di omertà. Avete tradito la nostra fiducia!
In culo ai preti che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti.
In culo alla Chiesa che li protegge, non liberandoci dal male. E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l'è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un weekend all'inferno, e poi gli alleluja degli angeli per il resto dell’eternità. Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville.
In culo a Osama Bin Laden, a Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati, vi auguro di passare il resto dell'eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire a fuoco lento all'inferno. Stronzi cammellieri con l'asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi!
In culo a Jackob Elinsky, lamentoso e scontento.
In culo a Francio Slaughtery, il mio migliore amico, che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza.
In culo a Naturelle Riviera: le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena, mi ha venduto alla polizia…maledetta puttana!
In culo a mio padre, con il suo insanabile dolore: beve acqua minerale dietro il banco del suo bar, vendendo whisky ai pompieri inneggiando ai Bronx Bombers.
In culo a questa città e a chi ci abita. Dalle casette a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue, dalle case popolari del Bronx ai loft di Soho, dai palazzoni di Alphabet City alle case di pietra di Park Slope e a quelle a due piani di Staten Island. Che un terremoto la faccia crollare. Che gli incendi la distruggano. Che bruci fino a diventare cenere, e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi.
No, no, in culo a te, Montgomery Brogan. Avevi tutto e l'hai buttato via, BRUTTO TESTA DI CAZZO!"
mercoledì 26 dicembre 2007
[Racconto] La fuga
Nota: questa è la seconda revisione del racconto. La prima mi piaceva ma non mi convinceva fino in fondo. Prima ho ascoltato i consigli di mio fratello e di alcuni amici, e poi ho fatto di testa mia come sempre, ma ora mi convince molto di più.
Riporto alla fine il commento che la pregevole CurlyzTerron aveva scritto sul vecchio post... ;-)
La Fuga
[ Esterno, New York. 22 Dicembre, ore 19. Quattordicesima strada. C'è aria di Natale. Stanno cadendo i primi fiocchi di neve della stagione, le luminarie sono accese, e le luci calde dei negozi inondano i marciapiedi affollati. ]
Uomo (pensa): Dannazione che freddo. E mancano ancora 4 isolati. Ma perché io? Lo sapevano che oggi pomeriggio avrei dovuto prendere il volo per Parigi, che senso ha bloccare me quando uno qualsiasi dei loro tirapiedi poteva benissimo fare il lavoro?
[ Mentre cammina l'uomo osserva la folla che gli viene incontro. Una robusta signora un po' avanti in età cammina a passo decisamente spedito, quasi correndo. Tiene per mano un bimbo di circa 6 anni, e nell'altra una grossa borsa straripante di regali ]
Uomo (pensa): Vecchia patetica grassona. Guardala come si affanna per raggiungere l'autobus prima che riparta, con la fronte imperlata di sudore, rallentata dalla stupida zavorra di quei regali inutili e da quel piccolo impiastro di suo nipote.
E tutto per cosa? Con ogni probabilità tra pochi anni la sbatteranno in un fetido ospizio, il caro nipote andrà a trovarla solo per riuscire a strappare qualche centinaio di dollari dalla sua misera pensione per potersi procurare del crack e lei nel giro di poco creperà, sola, triste e abbandonata.
E pensare che potrei risparmiarle tutto questo dolore con così poco, davvero così poco...
[ L'uomo continua a camminare verso la sua meta. ]
Ancora un isolato e sarò arrivato. Il palazzo chiuso per restauri all'incrocio con la terza, vicino alla metro. Decimo piano. Attenzione, l'ascensore non va. Ottimo.
E mi chiedo ancora perché hanno scelto me. Cazzo, io non faccio queste cose da anni... io lavoro dall'alto, di precisione, nell'ombra. Sono un cecchino dannazione, non un fottutissimo macellaio.
E' sempre così con gli Italiani... Usano chili di tritolo per uccidere un coglione davanti a casa, rischiando di far saltare in aria tutto il vicinato, e quando basterebbe un picchiatore e una vasca d'acido chiamano un cecchino. Coglioni.
Ma almeno pagano bene. Per meno di diecimila non mi sarei mosso. Ne hanno offerti ventimila. Mi sono mosso.
Con i cinesi mi trovo molto meglio, loro si che sanno riconoscere la professionalità e il valore di una persona. I migliori però sono i russi... con loro si fanno veri affari d'oro. Adoro Mosca! L'adoro, veramente!
[ Mentre pensa, l'uomo raggiunge la meta. Il palazzo è vecchio e grigio, con impalcature sui due lati visibili dalla strada. Le finestre sono nere orbite vuote. La neve cade più fitta ora. L'uomo entra dalla porta di servizio, grazie alla chiave che i suoi committenti gli hanno fornito. Accende le luci di emergenza. Sale le scale. ]
Uomo (pensa): Queste scale sono un supplizio. Quando arriverò lassù sarò così stremato che non avrò più voglia di far fuori quel disgraziato.
Devo ricordarmi di chiedere a Josh perché il decimo piano, per quale masochistico motivo hanno portato il figlio di Benetti fino lassù. E perché l'hanno lasciato solo per più di 24 ore, cazzo.
E se si fosse liberato? E se fosse addirittura già scappato? Potrebbe essersi calato lungo le impalcature, e... Beh, se così fosse, col cazzo che lo ritrovano. Ah!
[ Raggiunge il decimo piano. Si appoggia al muro alcuni secondi per riprendere fiato. ]
Uomo (pensa): Non si sente nessun rumore. Vuoi vedere che lo stronzo si è liberato sul serio?
[ Estrae la pistola, si affaccia sulla stanza dove dovrebbe essere tenuto il figlio di Benetti. Non ci sono porte. I muri sono tutti a pezzi e "decorati" con scritte oscene e pseudo-murales di pessima fattura.
Entra.
C'è una sedia in mezzo alla stanza. E' rovesciata ma il ragazzo vi è ancora seduto sopra, mani dietro la schiena e caviglie legate alle gambe della sedia stessa con robusto nastro adesivo, lo stesso che gli copre la bocca. O è morto o sta dormendo. Vicino c'è una piccola stufetta a gas. Una fiammella azzurrognola vibra dietro la grata metallica della stufa.
L'uomo si avvicina, vede che il ragazzo respira ancora. Afferra lo schienale della sedia e con un rapido scatto rimette in piedi la sedia col malcapitato ad essa legato. Il ragazzo si sveglia di colpo. Dietro il nastro adesivo cerca di urlare. ]
Uomo (dice): Buongiorno giovanotto! Che si dice da queste parti? Oh, scusa... non avevo notato il nastro...
[ L'uomo ha un sorriso amaro stampato sulla faccia. Rimane in silenzio qualche secondo. Guarda il ragazzo. ]
Uomo (pensa): Avrà 14 anni al massimo. Cazzo, cazzo. Non me l'avevano detto che era così giovane.
[ L'uomo è serio. Guarda il ragazzo negli occhi. ]
Uomo (dice): Sai perché sono qui vero? Se sei "sveglio" quanto tuo padre probabilmente no... ad ogni modo ti do due indizi:
1) sono un uomo cattivo
2) ho una pistola.
Provaci, è facile...
[ L'uomo si gira, e va verso la finestra. Medita. Il ragazzo emette mugolii continui. ]
Uomo (pensa): Merda, non sono un macellaio. Io non uccido persone, io abbatto "bersagli", è totalmente diverso. La mia è un'arte, fatta di studio, preparazione, metodo. E poi dannazione, non ho mai ammazzato ragazzini. Italiani del cazzo, la prossima volta ci venite voi qui a far saltare le cervella a un bambino.
[ L'uomo guarda il ragazzo. E' terrorizzato, e lancia sguardi disperati attraverso la stanza, cercando pietosamente qualche improbabile via di scampo. L'uomo si avvicina e lo fissa negli occhi senza dire nulla. Il ragazzo trema come una foglia. Le fioche luci di emergenza al neon vibrano nella stanza. Si sente il loro ronzio ]
Uomo (pensa): Alla sua età giocavo a baseball nel campetto della scuola. Felice.
E lui è qui, cosciente del fatto che la sua vita sta per finire (se vogliamo essere precisi, per mano mia), che non potrà mai scoparsi la ragazzina bionda che frequenta il corso di biologia, che non potrà riabbracciare sua mamma e quel coglione di suo padre (che l'ha cacciato in questo guaio)...
Eppure... forse potrei... no, ma cosa mi passa per la testa dannazione. Lasciarlo libero? No, è escluso...
[ L'uomo chiude gli occhi per qualche secondo, e poi si guarda attorno. C'è un tavolo con il piano in metallo. ]
Uomo (pensa): Il bordo è tagliente. Si, sarebbe plausibile! Il ragazzo avrebbe a tagliato il nastro che gli legava le mani dietro la schiena sfregandolo su questo bordo, riuscendo a liberarsi poi del tutto e finalmente scappare dal palazzo. Il nastro è molto resistente ma quelle teste di cazzo l'hanno lasciato solo per 24 ore, avrebbe avuto tutto il tempo...
[ Il ragazzo lo guarda, non capisce cosa stia pensando l'uomo, sa solo che non è ancora morto e la cosa sembra già tranquillizzarlo. ]
Uomo (pensa): Sarebbe una soluzione perfetta, nessuna prova contro di me, e gli italiani se la prenderanno solo con i 2 cretini che hanno rapito il ragazzo per poi abbandonarlo qui in questo palazzo in attesa che arrivassi io.
Non potrà uscire la porta di servizio, io sono l'unico a parte loro ad avere le chiavi. Dovrà per forza di cose scendere usando le impalcature...
[ L'uomo si avvicina alla finestra e osserva le assi di legno e le travi che le sostengono ]
...che non sono in ottime condizioni ma tutto sommato dovrebbero reggere il suo peso. Una volta raggiunta la strada sarà salvo. Ci sono un paio di poliziotti dall'altra parte della strada. Gli basterà correre da loro.
[ L'uomo è serio, e piano piano si porta al centro della stanza. Il ragazzo ora è confuso, e segue i suoi movimenti. I suoi occhi implorano una spiegazione. ]
Uomo (pensa): Già, già... perché no? Perché non farlo, perché non combinare una volta tanto una buona azione? Una goccia nel mare di dolore e odio che ho alimentato nel corso della mia vita... E in fondo è anche Natale, la tradizione vuole che siamo tutti più buoni e... perché no?
[ L'uomo chiude per un attimo gli occhi. Quando li riapre sta sorridendo. ]
Uomo (dice): Beh, perché NO!
[ BANG. Un boato rompe il silenzio tremolante della stanza. Il proiettile colpisce il ragazzo proprio al centro della fronte. L'impressione di attonita incredulità sul volto. La sedia si ribalta all'indietro, e scivola per quasi mezzo metro. ]
[ L'uomo estrae un fazzoletto immacolato, col quale pulisce la canna dell'amata Desert Eagle, e sorride sardonico. ]
Uomo (dice): Fanculo, a me il Natale è sempre stato sul cazzo.
[ Stacco di scena. Inquadratura dall'alto. Esterno. Si vede l'uomo uscire dal palazzo dalla stessa porta dalla quale era entrato. Ora nevica fitto. Si incammina. Le sue orme si mischiano a quelle della folla che inonda i marciapiedi della Quattordicesima strada. ]
Commento di CurlyzTerron:
cazzarola....avevo già in mente lo sguardo di gratitudine che il ragazzo, prima di uscire dalla stanza, avrebbe lanciato al suo salvatore...ma che ce voi fà..io sono una romanticona!!! :-D
martedì 30 ottobre 2007
Ho venduto l'anima al diavolo. A tranci.
Domani notte sarà Halloween. Serata di zucche illuminate, travestimenti lugubri, dolcetti e scherzetti... guarda un po' il marketing cosa è riuscito ad importare nelle italiche terre dai paesi anglosassoni.
Ma nonostante il titolo possa essere anche abbastanza "a tema", non parlerò Halloween.
Parlerò poco, solo un poco, di me. Una volta tanto senza nascondendmi in un personaggio di un raccconto o dietro battute di spirito.
Perchè questo titolo? Un "bravo ragazzo" come me non vende l'anima al diavolo, non si fa, nonnonnò!
Eppure...
Lavoro in un settore legato alla pubblicità e al marketing, e fondamentalmente mi occupo di grafica (che mi appassiona fin da quando ero un cucciolotto) e programmazione (che invece non è una vera e propria passione... diciamo che per me ha lo stesso appeal di certe equazioni di matematica che facevo a scuola: mi da enorme soddisfazione quando le risolvo, ma non è che ci muoia hehe...).
Ora, cosa fa una agenzia pubblicitaria? Cerca di far vendere prodotti ai suoi clienti, giusto? E quindi si pensa ai target di riferimento, si elaborano strategie, si studia una linea grafica da seguire, si realizzano siti, spot e quant'altro serva al cliente per vendere la propria mercanzia.
E fin qui niente male. Se fai vendere cioccolatini.
Ma io abito a Mantova, e di fabbriche alla Willy Wonka non ce ne sono. Tolte le vaste campagne della bassa, il resto del mercato locale è dominato dall'industria.
E sapete, proprio sulla sponda di uno dei 3 laghi che circondano la mia bella cittadina, cosa c'è? Un bellissimo, lucidissimo e fumigante petrolchimico!
Attivo fino dagli anni 60, è forse la più grande realtà industriale di Mantova, con somma gioia degli investitori, e con un po' meno gioia dei pesci che abita(va)no il lago e dei residenti nelle zone limitrofe, dove il tasso di mortalità dovuto ai tumori è oltre 10 volte superiore alla media. Non male eh?
E un'altra realtà mantovana, che produce legno truciolare definito "ecologico" perchè realizzato con solo legno riciclato (e ciò non sarebbe affatto male, anzi!), immette allo stesso tempo nell'aria una vasta quantità di sostanze tossiche che hanno destato più di un sospetto in casi di (ma va?) tumori alle vie respiratorie di parecchie persone, aborti, allergie anomale e compagnia bella.
E indovinate un po'? Sono entrambi miei clienti.
Ogni giorno passo a fianco delle ciminienre del petrolchimico, e devo chiudere il riciclo dell'aria dell'auto per non restare intossicato.
E mentre torno a casa vedo tutte le auto ferme agli incroci emettere gas tossici a pochi metri dalle case dove magari neonati stanno dormendo nei loro lettini. Gas tossici emessi da motori che bruciano benzina e gasolio prodotti dal petrolchimico che, producendoli, ha inquinato a sua volta acqua e aria. Un circolo vizioso da incubo.
Dipingere d'oro la loro merda mi da a volte il voltastomaco, ci credete? Si, è vero, potrei decidere di piantare questi clienti da un momento all'altro. Con ogni probabilità fallirei, ma avrei la coscienza più a posto. Ma non basterebbe, non li fermerei, perchè di Derek loro ne trovano quanti ne vogliono.
Anche se solo marginalmente, mi sento loro "partner in crime", e la sensazione non è piacevole. Capite perchè sento a volte di aver venduto l'anima al diavolo?
Chris Rea cantava "Road to hell". Ecco, ora mi sento su quella strada...
--> Un link datato ma ugualmente interessante
martedì 23 ottobre 2007
Ma dico io...!!!
1) di cazzate
2) di questioni di cuore
3) di lavoro
4) di famiglia
5) di altre cazzate
...
27) Politica ed economia
Ciò non significa tuttavia che non abbia coscienza politica o sociale. Quando in giro si sentono certi ABOMINI, beh faccio fatica a tacere.
Tre argomenti che negli ultimi giorni mi hanno letteralmente fatto girare le.. ok, ci sono signorine quindi eviterò scurrilità, ma avete capito cos'è che mi hanno fatto girare, sono questi.
1) Mastella che sposta i magistrati come gli tira, e nessuno che fiata.
2) Padoa Schioppa che da dei "bamboccioni" a quei ragazzi che stanno a casa coi genitori fino a 30 anni
3) La legge Levi per i diritti d'autore sulle pubblicazioni in rete
Prendo in esame velocemente i tre punti
Questione Mastella
Siamo alla negazione dei più elementari fondamenti di giustizia. Qui ognuno (se potente) fa il proprio comodo, perennemente impunito, lautamente pagato per stare in parlamento a blaterare a caso, e pure con pensioni milionarie per quando, dopo tante fatiche, si ritirerà. E'... inconcepibile, siamo ai livelli di certi stati africani governati da militari prezzolati e corrotti, nè più nè meno.
E nessuno o quasi dice niente. Napolitano dice "basta litigare". Macheccazzo, siamo all'asilo?! "Basta litigare"!?!??!?! Ma vaff...
Dal blog di Beppe Grillo - Appello per magistris
Questione Bamboccioni
Mi sono sentito chiamato in causa, decisamente.
Quasi tutte le persone che frequento hanno un lavoro. Chi come dipendente, chi come autonomo.
Il dipendente ha uno stipendio che va dai 900 ai 1200 euro al mese, non sempre con tredicesima o quattordicesima. Mutuo? Affitto? Non cambia molto, si va dai 350 ai 500 euro in entrambi i casi, spesso oltre. E per dei bilocali.
E poi ci sono i mobili, l'auto che ogni 10 anni è meglio se la cambi, devi mangiare, devi vestirti. Da solo è impossibile farcela, è matematico.
Forse in 2 ce la si fa, ma chi è "singol" cosa fa?
Già 3 anni fa avevo capito che questo empasse andava superato.
E ho deciso di cambiare rotta. Prima ho iniziato a lavorare per conto mio, poi ho aperto una piccola società... nella speranza che lavorando 15 ore al giorno qualcosa in più in tasca potesse restare.
Ma poi ti trovi lo stato che ti tassa in modo allucinante, che devi pagare contributi per pensioni che forse non vedrai mai, che un mese lavori come un dannato e il mese dopo c'è calma piatta, e ti bruci tutto quello che avevi guadagnato prima!
Ma alla fine, in effetti, qualcosa in più riesci a ottenere, è vero. E fai anche un lavoro che ti piace (non l'avresti scelto altrimenti, no?). Quindi tutto a posto.
O no?
No perchè poi quando vai in banca ti chiedono che garanzie hai. Perchè un dipendente da garanzie, un autonomo o imprenditore (non quelli ricchi, quelli barboni come me), per assurdo molto meno.
E poi ti chiedono se i tuoi genitori hanno una casa.
E io penso: si che ce l'hanno, se la sono anche costruita, sudando ogni mattone e ogni piastrella, ma penso anche che al giorno d'oggi non riuscirebbero più a farlo. E comunque voi banche su quella casa non metterete mai le grinfie.
Concludo solo riportando due esempi.
Esempio uno: Il mio socio ha comprato la casa nel 2000, prima dell'euro. L'ha pagata, allora, l'equivalente di 115.000 euro. Dal 2000 ad oggi, sappiamo che gli stipendi non sono raddoppiati, valgono anzi poco più della metà di allora.
La sua casa invece adesso è valutata 240.000 euro perchè si sa il mercato immobiliare è così.
Uno si troverebbe a dover comprare una casa che vale il doppio con uno stipendio quasi della metà. Ci vuole Copperfield.
Esempio due: mia sorella.
La mia bella sorellina vive in Scozia da 2 anni. Fa un lavoro normalissimo in una multinazionale, con uno stipendio nella media. Riesce a vivere da sola, mantenersi, venire giù in italia 3 volte all'anno o più, andare in vacanza un paio di volte e stava pensando di acquistare (con sacrifici ovvio) una casetta la, anche solo come investimento.
In italia chi potrebbe anche solo pensare una cosa del genere? Io sono affezionato all'italia, ma sta diventando sempre più una "repubblica delle banane", e mi chiedo spesso "ma che ci sto affare?!?!"
Dal Blog di Beppe Grillo - Il Bamboccione
Questione Levi
Ma scherziamo? Questa proposta non può passare (spererei fosse già stata bocciata anche). Siamo a livelli di controllo senza senso e liberticidi, leggi da regime dittatoriale.
Non aggiungo altro.
Sempre da quel bel blog: La legge Levi-Prodi e la fine della Rete