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lunedì 18 giugno 2012

Di puglia, di edera e di finestre su cortili


Vedete questa foto? Forse non è un gran che, ma ritrae un istante di assoluta perfezione... mi trovavo nella campagna pugliese a poche centinaia di metri dal mare, in una giornata splendida, respirando il profumo di quegli arbusti cotti dal sole e la brezza che arrivava dalla costa, sentendo sulla pelle ogni raggio sparato da quella enome palla di idrogeno infuocata che brucia a 150 milioni di km da noi, pronto ad intrufolarmi in un rudere pericolante per scattare foto in compagnia forse dell'unica persona sulla faccia della terra che avrei voluto con me in quel momento.

Un momento in cui mi sono sentito finalmente lontano da quella melanconia che mi marca stretto da tempo, e che di giorno riesco solitamente a tenere a bada... mentendo anche un po' a me stesso, ma chissenefrega, tanto è il mio subconscio che fa tutto.
Poi ritorna. Mi succede più spesso di mattina presto, quando mi trovo ancora tra il sonno e la veglia, oppure poco prima di andare a letto... i pensieri iniziano ad aggrovigliarsi ed ad arrampicarsi come edera su un muro che una volta era solido come la roccia, mentre adesso avverto pericolosamente in bilico.

Il tempo che scivola via troppo velocemente, i miei genitori che invecchiano tra mille preoccupazioni che non meritano, nuove rughe sul mio viso che sorride poco, l'incertezza del lavoro, l'assenza di alternative... è come se tutta la realtà di fronte a me stesse appassendo, ed io con lei. E quello che mi fa sorridere (amaramente) è che si tratta di cose assolutamente normali, capitano a tutti e a molti capita di molto peggio...di questi tempi poi. E allora perchè diamine mi faccio schiacciare da queste banalità?!

“Hai bisogno di una vacanza Ste.” Aveva ragione chi me lo diceva, e in cuor mio lo sapevo bene... ho temporeggiato giusto un paio d'anni poi ho ceduto. Eh ho i miei tempi, lo so, e se ci aggiungiamo che ultimamente è il portafoglio a dettare il ritmo degli svaghi... ci siamo capiti.

Ad ogni modo era vero, avevo bisogno di quella vacanza, e ho goduto di ogni singolo chilometro percorso su quelle strade dissestate, e di ogni respiro. Ho perfino resistito alla tentazione di eliminare fisicamente due o tre animatori del villaggio, quindi dovevo essere particolarmente rilassato, a livelli quasi tibetani.

Poi, una sera, un pittoresco figuro a metà strada tra un imbonitore televisivo, una macchietta di paese e un indovino da luna park, dopo avermi venduto una bottiglia di liquore artigianale niente male, inizia a parlare di economia, di vita, di sentimenti, di segni zodiacali (!), di come dovrebbero andare le cose, a fare domande... e ci sono cose che so bene, le ho imparate a memoria, le ho minuziosamente tatuate su ogni neurone, tuttavia quando le senti hanno ancora la stessa forza, e i pensieri ricominciano ad arrampicarsi sul muro assieme a tutto il resto.

Col tempo ho imparato a rialzarmi più velocemente e a continuare a far finta di nulla, ma certo la cosa funziona se chi ti sta di fianco non ti conosce come le sue tasche e percepisce le variazioni della forza in modo quasi sovrannaturale (questo si che non è leale, altrochè scattare foto "a tradimento", di nascosto come il tizio de La finestra sul cortile).
Mi auguro solo di essere stato “un dito ar culo” il più breve tempo possibile... in caso contrario, spero mi perdonerà.

La vacanza è finita, il rientro nel mondo reale è stato tutto sommato meno scioccante di quanto pensassi, e in questi giorni l'edera sembra non essere così ansiosa di arrampicarsi di nuovo sul mio muro, anche se credo si tratti solo di una tregua. Vedremo.

Nel frattempo continuo a fare sogni assurdi che tanto assurdi non sono, con Freud che se la ride sotto i baffi, accontentandomi per ora di osservare tutto, un po' anche la mia vita, come il James Stewart voyeur nel Film di Hitchcock di cui sopra, anche se sicuramente con molta meno classe, e con qualche bicchiere da whiskey vuoto in più sul tavolo.


martedì 5 aprile 2011

Cadere dentro un'alba

"L'alba ha una sua misteriosa grandezza che si compone d'un residuo di sogno e d'un principio di pensiero." (V. Hugo)

Mi sveglio in auto, di soprassalto, in preda alla sensazione di cadere. Pochi secondi per riprendermi, e mettere a fuoco dove mi trovo. Mi osservo attraverso lo specchio retrovisore, non devo aver dormito benissimo, a giudicare dalla faccia.
Freddo, e muscoli indolenziti... esco per respirare una boccata d'aria e sgranchirmi un po'.
Dal bosco di pioppi alla mia destra arriva un profumo buono, che si mescola un po' a quello della strada, ancora deserta all'alba.

Devo fare colazione, più avanti troverò di sicuro un bar aperto.

lunedì 14 marzo 2011

Stagioni diverse

Febbraio 2011
Circa l'una di notte, sulle labbra il sapore dell'unico bicchiere di liquore bevuto quella sera, eppure sento l'effetto dell'alcool nelle gambe e nelle braccia. L'auto percorre la tangenziale soprelevata a nord della città, sotto una pioggia sottile, quasi invisibile, che si trasfroma in nebbia quando si infrange sul cofano. L'autoradio è spenta, si sente solo il rumore del motore e quello dell'acqua schiacciata dai pneumatici.
Socchiudo il finestrino per sentire il profumo dell'aria bagnata, ma è satura di idrocarburi del petrolchimico. Non mi abituerò mai a questo puzzo, a questi veleni.
Sotto di me, quello che resta del quartiere artigianale, adesso ridotto a un semideserto di capannoni chiusi, con le erbacce che crescono nei piazzali e le insegne scolorite. Alla mia destra, male illuminato da quei pochi lampioni che ancora funzionano, un grosso edificio cubico, nero e lucido sotto la pioggia che cade sulle vetrate di quelli che pochi anni fa erano probabilmente gli uffici. E' tutto così desolante...
A meno di due chilometri, oltre il ponte, oltre il lago, la città è ancora splendida e illuminata da dolci luci calde. Auto lucide si spostano da un locale all'altro, piene di ragazzi sorridenti che indossano piumini all'ultima moda, e ragazze con minigonne e stivali al ginocchio. Ma qualcosa si è incrinato, lo si percepisce anche dove le ombre della periferia morente sembrano più lontane.
Qualcosa si è rotto.
La tangenziale è deserta, premo sull'acceleratore. Il battito cardiaco aumenta sensibilmente, sembra seguire l'angolazione della lancetta del contagiri. Potrei rilasciare la pressione sul pedale ma non lo faccio, e la lancetta sale ancora. Le mani strette sul volante, gli occhi fissi davanti a me, il rombo del motore, l'acqua che scroscia sul parabrezza, adesso il cuore batte forte.
L'auto scivola letteralmente sulla lastra di acqua sotto di me, e mi chiedo cosa succederebbe se frenassi ora, o se provassi a sterzare. Un minuto, forse due. Poi, un respiro profondo, sollevo poco a poco il piede destro, il battito cardiaco torna normale. Imbocco poco più avanti lo svincolo che mi porta verso casa, ho bisogno di dormire adesso.


Luglio 2006
Sulla strada che collega Malaga a Siviglia, un'auto presa a nolo. Pantaloni corti, una maglietta rossa, la pelle abbronzata e calda, occhiali da sole.
Il vecchio zaino Invicta buttato sui sedili posteriori, finestrino abbassato, una gamba fuori. L'aria profuma di terra bruciata dal sole e uliveti. Oggi non tocca a me guidare, il mio unico compito è quello di scegliere il cd giusto da mettere nel lettore, ed eventualmente aprire qualche birra.
Il fascino del deserto andaluso è indescrivibile. Il cielo azzurro e terso si infrange contro la terra brulla, contro le strane formazioni rocciose disegnate dal vento, contro il verde scuro dei futteti e degli alberi d'ulivo, contro i muri bianchi di antiche case padronali, basse, larghe e solide, coi tetti piatti sostenuti da travi di legno scuro, e gli enormi pickup parcheggiati nella penombra di un pergolato o sotto una pianta.
Nessuna preoccupazione al di fuori del decidere dove ceneremo quella sera. Cerco tra i cd... avrei potuto tirare fuori qualcosa di drammaticamente a tema, come un disco degli Eagles, dei Calexico o di JJ Cale, e invece scelgo Something wicked this way comes degli Iced Earth, e lo inserisco nel lettore, non immaginando che per sempre quelle cavalcate rimarranno impresse nella mia mente con i colori di quel deserto e di quel cielo.
Ci sono momenti in cui tutto è, o sembra essere, perfetto, come se ogni granello di polvere, ogni molecola, ogni atomo dell'universo che ci circonda fosse esattamente dove deve essere, e quel momento l'ho riconosciuto nello stesso istante in cui lo stavo respirando.

domenica 11 luglio 2010

Tra Levante e Ponente



Mi ero rotto le scatole. Volevo aria nuova, anche se per poco. E lo scorso sabato ho caricato la bici nel baule dell'auto, e sono partito per un weekend non programmato in Liguria. Pomeriggio a Porto Venere, una serata a La Spezia, la notte in auto leggendo un libro e dormendo fino alle 5, una escursione mattiniera per le strade della città e la zona del porto, poi un po' di spiaggia a Porto Lunae, in auto verso le cave di marmo di Carrara, e poi il ritorno.

























martedì 12 maggio 2009

Swordfishtrombone

In questo periodo ho una capacità di concentrazione pari a zero. Il mio cervello è invaso da un flusso di pensieri che cambia direzione di continuo, lasciando basito il mio ultimo neurone che sembra non riuscire ad afferrare ed elaborare decentemente un concetto che sia uno.

Questi sono gli appunti che gli ho trovato sul comodino:

  • Non credevo che esistesse un profumo unisex allo zampirone, ma a quanto pare esiste.

  • Ricordarmi di allungare la lista delle cose che odio, ci sono new entry

  • La convinzione che il genere umano sia fondamentalmente stupido si fa sempre più forte

  • E' un po' che non vado al cinema

  • Penso alla politica e non riesco a decidermi se l'urto del vomito è più forte se guardo a destra o a sinistra. Che sia labirintite?!

  • Perchè per uscire con 4 amici è necessario organizzare minimo 6 mesi prima, come se fosse un summit ONU?

  • Queste tagliatelle ai funghi sono favolose

  • Ricordarsi degli effetti della pizza "mozzarella di bufala, briè e crudo di Parma". Svegliarsi venti volte di notte per andare ad abbeverarsi in cucina è uno strazio.

  • Forse nell'ultimo periodo ho ecceduto col metal. Devo ripristinare l'equilibrio nella forza, un mese di Glen Miller dovrebbe bastare

  • Comprare olio d'oliva, taralli, pomodori e una casa.

  • Mi piace il profumo dell'erba tagliata di fresco

  • Centrali nucleari in Italia, hahahahahhahahhahhhahha!

  • Gente che urla e insulta, tette e culi ad ogni ora, informazione pilotata, politici come soubrette, pubblicità di auto, timvodafonewind e profumi francesi, drag queen e monsignori, pop di infima categoria e reality show per tutti i (cattivi) gusti. "Cosa c'è di bello in tv stasera?" "Mi prendi per il culo?!"

  • Meno male che c'è l'estate

  • Vedevo nero, nero pesto. Poi mi hanno messo in braccio quella pargoletta dal nome dolce. Mi ha dato un bacino e mi ha donato una zebra di plastica. E di quel nero non era rimasta più traccia.

  • Non capirò mai perchè il mio sex-appeal sembri aver effetto principalmente su signore cinquantenni o ragazze fidanzate.

  • Mi piacerebbe andare a giocare a tennis qualche volta, ma i miei amici sono troppo scansafatiche.

  • Perchè non mando a quel paese pubblicità e tecnologia e vado a vivere in un posto che mi permetta di avere ritmi più naturali? Perchè probabilmente farei la fine del tipo in "Into the wild".

  • E' un po' che non mi concedo del whiskey, devo rimediare.

  • Il DVD che ho visto ieri mi ha ricordato quanto Famke Janssen sia gnocca. Punto. Megan Fox dite?! Tsk, pivelli!!

  • Ricordarmi di staccare e andare in vacanza, prima che mi colga un raptus omicida tipo Amok.








venerdì 27 marzo 2009

Terrore sul lago

Era una calda mattina di luglio quando Ylenia e Leandro arrivarono sul molo. L'acqua del lago era calma e limpida, e rifletteva un cielo sereno, senza nubi.
La "Rosa porpora del Caro" dondolava placidamente tra le onde, col suo scafo rosso e la coperta bianca, immacolata.
Avrebbe dovuto chiamarsi "La rosa purpurea del Cairo", ma il ragazzo addetto alla decorazione dello scafo era affetto da una rara, curiosa dislessia di origine alimentare. Qualcosa andò storto.

Quando gli venne fatto notare il terribile sbaglio, al fine di lavare l'onta del disonore, il giovane decoratore tentò di uccidersi ingoiando tutto lo spinnaker, secondo una vecchia tradizione di famiglia. Fu fermato giusto in tempo, colpito da un provvidenziale colpo di remo sulla tempia. Quando si sveglierà potrà ringraziare il suo salvatore, un anziano allevatore di lombrichi che si trovava per caso a passare da quelle parti.
I medici sono ottimisti, forse prima delle prossime elezioni in Cina. 

Stavamo dicendo che la banca ondeggiava, e in effetti stava ancora ondeggiando.
Ylenia sentiva un tuffo al cuore ogni volta che la vedeva... ah quanto adorava quella barca. La adorava quasi quanto Leandro. Nel senso di "un po' meno di Leandro, ma neanche così tanto meno". Voglio dire la barca. Non fraintendetemi, anche Leandro l'adorava. Ylenia intendo, ma credo anche la barca. Ok basta.

Ylenia ancora ricorda quella ragazza, l'anno prima, e i suoi occhi sgranati al racconto della piccola crociera lacustre appena conclusa. Sorride. La plebe è così facilmente impressionabile...

Salgono sulla "Rosa" e mollano gli ormeggi: finalmente la tanto agognata crociera infrasettimanale ha inizio.
Leandro è al timone, e governa l'imbarcazione col piglio dell'uomo che sa creare un sorriso, giocare con gli occhi, giocare col viso. Sgranocchia dollari croccanti, salati in superficie. E' il nuovo trend della Bergamo bene, e lui ne va ghiotto.
Prepara uno spritz per se e uno per la sua amata “Quanto ne vuoi, amore mio?”
“Giusto un dito, caro. Sai che di più non reggo!”

Ylenia indossa il suo preziosissimo costume in cachemere e legge le ultime news dal mondo della depilazione assistita sul suo nuovo Blackberry Platinum. Il vento le soffia tra le extension biondo-britney-hilton, le più richieste del momento.
Guarda il suo Leandro, lui le sorride, lei gli sorride, lui le sorride ancora, lei gli sorride però un po' di meno perché si sta stancando, però resiste. Si sorridono ancora per un po', poi basta. Lui riprende a sgranocchiare dollari.

Poi l'auricolare bluetooth di Ylenia vibra (è il modello "Endless Epylessy", design by Dolce e Gabbana).
Lo indossa, e prova subito un intenso brivido di piacere. Poi si ricorda che va messo all'orecchio, quindi lo sfila da dove l'aveva messo e lo indossa all'orecchio. Un po' dispiaciuta, in verità.
Il vento le impedisce di capire chi è dall'altra parte dell'auricolare, e per sentire meglio va sottocoperta.

E' la domestica sudamericana, sta chiamando da casa. Sembra disperata, e urla frasi incomprensibili in quella sua bislacca lingua tanto diversa dal bergamasco.
Ylenia non capisce, le prende una strana agitazione. Ha paura che possa essere successo qualcosa ai suoi figli, ma dopo i primi momenti di panico si ricorda che non ha figli. Se si escludono quelli avuti con "Be-mom-a-lula", il nuovo entusiasmante videogioco per Nintendo Wii, ma quelli non contano. O si? Non lo sa, è confusa.

La domestica continua ad urlare la stessa frase: "Cuidado, señorita, los dedos, los dedos sin mano!"
Poi la linea cade, e sente solo il silenzio e il rumore delle onde.

Si gira verso Leandro, ma lui la fuori non c'è: il timone si muove libero. Esce in coperta con un solo balzo, la sua insegnante di danza jazz ne sarebbe orgogliosa.
Leandro sembra veramente scomparso, e per di più non c'è neppure più traccia di quei buonissimi dollari salati in superficie.

Alle sue spalle una voce: "Ylenia, e dunque?"
Si gira, e sul ponte vede un azzimato signore con i capelli grigi e un completo in tweed, seduto dietro una scrivania in legno scuro.
"Ma lei.. lei chi è, ci conosciamo? Che ci fa sulla mia barca?!"
"Che domande sono!! Non faccia la sciocca, certo che ci conosciamo!"
"...forse ci siamo visti su Facebook? O era Myspace? Non ricordo, mi spiace signor..."
"Signorina, forse mi sta prendendo in giro? Sono il suo professore di diritto caseario, e sono venuto qui per gli indici"
"Mio dio, gli indici... mi perdoni, ma non li ho qui con me. Provo a vedere se ne ho una copia su outlook, sa, col mio Blackberry Platinum posso controllare la posta ovunque mi trovi e..."
"Non ha capito, questa volta ci ho pensato io"
"Ci ha pensato lei? In che senso? Ma poi: cosa diavolo è il diritto caseario?!"
"Non insulti la mia intelligenza, non vorrà peggiorare forse la sua situazione? Ad ogni modo, per questa volta, ho portato io gli indici!"
"Ma è fantastico, non immaginavo che anche lei avesse un Blackberry... "
E il professore, sorridendo amabilmente: "Oh, non mi è servito alcun Blackberry in verità. Mi è bastato qualche vecchio, vecchissimo libro."

Ylenia si sente pizzicare il piede. Un dito mozzato, con movenze simili a quelle di un grasso bruco, sta cercando di salire lungo la sua gamba. E' inorridita, e con un isterico gesto di stizza lo getta nel lago.
Pietrificata, con gli occhi sbarrati, fissi verso il punto in cui il dito è affondato, non si accorge delle altre decine, centinaia, migliaia di dita che si stanno riversando sulla barca, e che lentamente si trascinano verso di lei, scivolano su di lei, entrano in lei, soffocano lei, uccidono lei.

Il professore, seduto alla scrivania, sorride soddisfatto e dice "Però, sti dollari salati in superficie! Non sono niente male!"


Nota dell'autore: questo racconto è liberamente isprirato ad alcuni accadimenti della vita di Nephie :-)

giovedì 12 marzo 2009

La lista è vita

Chi si ricorda da quale film ho preso in prestito la frase vince un giro sull'autoscontro e uno zucchero filato alla sagra della città (che qui a Mantova dura tipo un mese).

Ad ogni modo, mi capita di tanto in tanto di stilare mentalmente delle liste... quelle classiche, sapete: gli album preferiti, i film più belli visti ultimamente, le città che mi piacerebbe visitare.. e così via.
Ma esiste poi quella che credo sia la "madre di tutte le liste", e ognuno di noi ne ha una: la lista delle cose che amiamo e di quelle che odiamo.
Senza aver pretese di carattere psicologic-scientifico, penso che questa lista sia alla fine un po' la chiave che determina i nostri schemi comportamentali.
E rileggere il nostro elenco di "mi piace/non mi piace" messo giù nero su bianco potrebbe darci un quadro di noi stessi un po' diverso da quello che avevamo in mente prima, chissà.

Io per esempio mi sono scoperto veramente un rompicoglioni, l'avrei mai detto? Forse si ;-)

Forse è impossibile stilare una lista completa, ma qualche pensiero l'ho raccolto...

  • Mi piace la pasta, e i primi piatti in generale. Molto più dei secondi, e pure più dei dolci. Vivrei di pasta.

  • Sono altamente meteopatico, e adoro il sole e il caldo. Il freddo mi piace solo se sono in montagna su una pista da sci, STOP. E cmq solo se c'è il sole.

  • Il pesce mi fa vomitare. Credo di essere allergico, visto che quando lo mangio cambio colore come una tv mal sintonizzata. L'unico pesce che mangio è quello che non sa di pesce: il tonno.

  • Però, ora che ci penso, forse è senza pizza che non potrei vivere. Inizio ad avere sospetti sulla presenza di sanque partenopeo nelle mie vene.

  • I cani di piccola taglia, quelli col cappottino e che abbaiano continuamente con quella loro vocina penetrante, li prenderei tutti a calci. Alla Del Piero che tira un rigore, per intenderci

  • Mi stanno sulle palle i cani aggressivi, tipo rotweiller o pitbull. E in linea di massima mi stanno sulle palle anche i loro padroni, che li addestrano per renderli ancora più aggressivi. E non mi vengano a dire i veterinari intervistati dal TG5 che non è vero, che tutti i cani sono uguali e che un pitbull è potenzialmente docile come un labrador, perchè non è vero.

  • Coi gatti ho un rapporto ambivalente: un po' sono allergico e un po' la loro schizzinosa aria di indipendenza (fino a quando non devo aprirgli la scatoletta del wiskas) mi va venire voglia di provvedere ad un trattamento "Del Piero" anche nei loro confronti. Poi va a finire che gli faccio le coccole, perchè in fondo sono un tenerone.

  • Odio andare a letto presto alla sera, e amerei riuscire svegliarmi prestissimo alla mattina, per vedermi l'alba tutti i giorni. Purtroppo una cosa, nel mio caso, esclude l'altra.

  • Amo la musica, credo più della pasta e della pizza, ed è tutto dire. Non riesco proprio a capire chi riesce a farne a meno. Ho sempre studiato e lavorato ascoltando musica, mi aiuta a produrre meglio. Sono come le mucche, che fanno il latte più buono se ascoltano Beethoven. O era Mozart?

  • Odio assumere medicinali.

  • Amo assumere Jagermeister e Petrus. ;-)

  • Odio gli addii

  • Non mi piacciono i film horror. Che considerando i miei gusti "letterari" fa un po' strano... (Chi ha detto che me la faccio sotto?! Haha, ehm, ma cosa dite...)

  • Ho un rapporto strano col telefono... non lo amo particolarmente. Credo sia un retaggio della mia (antica) timidezza. A volte si tratta solo di rompere il ghiaccio.

  • Odio la "mondanità a tutti i costi", quella che più di una volta hanno provato a farmi praticare.

  • Amo la compagnia degli amici, ma amo anche potermi ritirare di tanto in tanto nella mia caverna. Vivere un po' di solitudine, di quando in quando, mi permette di "donarmi" meglio poi, una volta ricaricate le batterie emotive.

  • Non sopporto chi si piange addosso e non fa niente per cambiare la propria situazione.

  • Non sopprto neppure chi è convinto di essere sempre un passo avanti agli altri.

  • Non sopporto chi porta gli occhiali da sole alle 5 del pomeriggio a dicembre, quando sono già 2 ore che è buio, solo perchè è fashion.

  • Provo profondo rispetto per chi affronta la vita a testa alta, nonostante i problemi, nonostante le difficoltà. Una lezione di dignità che tanti "arrivati" (o che si sentono tali) probabilmente non capirebbero neppure.

  • Mi fa ridere chi va a far la spesa con l'auricolare Bluetooth nell'orecchio. Sia quelli che parlano, e si muovono e gesticolano come se avessero il ballo di san vito, mentre stanno solo parlando con l'amministratore del condominio, sia quelli che ce l'hanno semplicemente acceso (con l'odioso led blu che ammicca), e per tutte le 3 ore che passeranno tra il banco della frutta, quello della carta igenica e la cassa, non li chiamerà nessuno.

  • Odio quelli che al supermercato fanno i furbi e si intrufolano a metà coda. Se poi hanno l'auricolare bluetooth...

  • Trovo ridicolo chi parla sempre e comunque d'affari, o di lavoro, di contatti importanti, di progetti da sviluppare, di quanto le sue idee siano avanti anche quando si è fuori solo per una FOTTUTISSIMA BIRRA.

  • Sempre ridicolo chi va in vacanza in posti sempre più esotici, con la scusa che la "sardegna, sai, è tanto noiosa". E quando racconti che ti sei divertito al lago con gli amici ti guarda come se fossi l'ultimo dei coglioni.

  • Mi mandano in bestia i lunatici, che un giorno ti salutano col sorriso e il giorno dopo è come se non esistessi, o peggio dimostrano insofferenza solo per il fatto che sei li vicino. E tu non hai fatto nulla. E se glielo fai notare nel giorno sbagliato ti urlano addosso che NON ROMPERE, OGGI VA COSI'. Sai cosa c'è? Che puoi ficcarti la luna dove dico io. Ossequi.

  • Odio i camion che in autostrada tagliano le curve, o si buttano in un sorpasso senza mettere la freccia. E mio padre è un camionista (ma lui è bravo, lo so).

  • Odio quei dipendenti statali/comunali/provinciali che quando sei li che aspetti il tuo turno perdono tempo parlando della sciatica del collega a casa in malattia

  • Non sopporto chi, al bar, chiede i caffè al ginseng macchiati tiepidi con latte non pastorizzato in tazza larga, trasparente, ovale, con cucchiaio alla francese e la brioche integrale con marmellata di mirtilli. Ah dice che è di lamponi. Proprio non ce l'ha ai mirtilli vero? Ecco, mi piacerebbe fare il barista per un giorno, e versare inavvertitamente il bidone dei fondi di caffè in testa a questi scassaminchia.

  • Odio le scarpe cosiddette "ballerine". Credo non esista niente di peggio, sul fronte complementi di vestiario femminile. Sono veramente inguardabili.

  • Sono sensibile alla gentilezza. E all'ironia.

  • Apprezzo, e molto, chi sa ridere un po' di se stesso e delle sue manie.



E ora, a nanna.

giovedì 31 gennaio 2008

Roma

Dovevo andare a letto prima lo scorso giovedì, sapevo che il venerdì sarebbe stato "campale", ma proprio non ce l'ho fatta.
Ho chiuso gli occhi alle 3 di notte, e quando alle 5 la sveglia mi ha riportato in vita mi pareva di non aver neppure dormito.
Mentre aspettavo che l'intercity Mantova-Roma partisse, non era però sonno quella che sentivo, piuttosto una piacevole sensazione, quasi un formicolio alla base dello stomaco, all'idea di chi avrei incontrato una volta giunto a destinazione: Curlyz e Khira, due angiolette conosciute quasi per caso nell'oceano della rete, e che in questi mesi ho sentito vicino a me in un modo che difficilmente riesco a spiegarmi.

Dico "difficilmente" perchè io di rado lascio entrare qualcuno nella mia vita, nel mio cuore, e poi perchè vivere sentimenti così forti attraverso il freddo filtro di un monitor e una tastiera è veramente cyberpunk, non convenite?

Eppure in questi mesi l'appuntamento quasi quotidiano con le signorine summenzionate è diventato sempre più importante, e in qualche modo profondo nonostante il tono spesso scanzonato delle nostre missive... difficile a spiegarsi visto da fuori, lo ammetto, ma la verità è che certi sentimenti non vanno neppure spiegati, ci sono e basta.

E pensavo a tutto questo mentre il treno correva nel buio che precede l'alba. Fuori il mondo poco a poco si popolava, paesi e cittadine si svegliavano pronti per una nuova giornata.
Bello, mi ha ricordato quando da piccolo viaggiavo di notte sulle autostrade assieme a mio padre, sul camion carico di vitelli in direzione Como.

Lettore MP3 e una raccolta di fumetti di Walt Disney (i Grandi Classici -  che se per una volta non leggo noir non muore nessuno no?) mi hanno tenuto compagnia per gran parte del viaggio... guardavo spesso fuori dal finestrino, e mi affascinava vedere il paesaggio cambiare man mano che attraversavo le regioni che separano la mia tranquilla cittadina "lumbarda" dalla Città Eterna.
La giornata era splendida, e il sole accarezzava con dolcezza le colline, le pianure, i campanili delle chiese, le campagne con le loro stradine sterrate.
E io mi sforzavo di non pensare alle mie due amiche speciali che mi aspettavano laggiù: leggere i Grandi Classici Disney richiede concentrazione cosa credete?!

E alla fine arrivo a Roma, stazione Termini. Mi alzo in piedi, controllo la profondità delle borse suboculari allo specchio (aaaaaarghhh) e col trolley mi avvio lungo il corridoio. Il treno si ferma. Scendo.

Le stazioni si assomigliano un po' tutte, quindi ho cercato di concentrarmi sull'aria che si respirava... nulla di nuovo anche li, cherosene bruciato male. Però la luce che filtrava dalle enormi strutture metallica era bellissima.

Mi avvio verso la testa del treno, e l'agitazione che avevo tenuto a bada inizia a farsi sentire di nuovo.
Supero la linea di stop del binario ed è questione di pochi secondi: vedo le due angiolette e le riconosco immediatamente (nonostante un "radicale" cambio di look di Curlyz hehe). Braccia al collo e baci, quasi da film... ma "veri" come forse mai mi era capitato di ricevere, e dare.

Mi ci è voluto qualche minuto per sintonizzarmi sulla (per me) nuova cadenza delle mie due ospiti, lo ammetto hehe, ma dopo il caffè #1 (non avrei mai immaginato quanti caffè mi sarei bevuto in quei 3 giorni!!) ero già allineato :-)
Al ritorno mi sono poi chiesto come "sentivano" loro la mia inflessione Mantovana. Chissà, forse suona ridicola e non me l'hanno detto :-)

Mentre sorseggiavano il caffè e chiaccheravano le osservavo...  era strano per me trovarmi di fronte a queste due bellissime ragazze (perchè lo sono, e se lo dico io credetemi), che ho conosciuto quasi esclusivamente per quello che scrivevano e per come lo scrivevano.
Nel mondo reale ci sono tanti dettagli in più: la voce, la gestualità delle mani, il sorriso, gli occhi, il profumo... e ciò che ho trovato stupefacente è quanto ogni dettaglio si fondesse perfettamente con l'immagine di loro che traspariva dai loro post e dai loro messaggi.

E così in quella stazione è iniziato il "nostro weekend"... non ne racconterò i dettagli perchè di quelli sono geloso, ma sono stati tre giorni davvero speciali, e io uso raramente questo termine, ve lo assicuro.
Ho conosciuto due ragazze straordinariamente simpatiche, dolci ed intelligenti, belle ed ironiche. E quando è stato il momento di salutarle, Curlyz sabato e Khira domenica, avevo addosso uno strano senso di felicità mista a malinconia.
Qualsiasi cosa significhi, ho già voglia di rivedervi angiolette.

Con affetto smisurato,
Derek

Le parole della settimana (Curlyz docet):
Roma, Treno, Amicizia, Caffè, Sigarette, Sonno, Occhi, Lumbard, Stanzetta Blu, Film Assurdi, Ancora Caffè, Pietre vecchie, Obelischi, B&B, Pizza, Sambuca.


ciro

martedì 1 gennaio 2008

Quando il mare si infrange sulle scogliere...


... beh, il rumore che fa è pressapoco quello che sentite qui sotto. Per lo meno in Scozia :-)



P.s: vi assicuro che essere li è stato davvero emozionante. E "congelante", viste le temperature hehe.

Buon anno,
Derek

venerdì 28 dicembre 2007

Scozia a Dicembre

La mia piccola sorellina abita lassù in Scozia da qualche anno, quasi tre. E un paio di settimana fa, assieme ai restanti 3/5 della famiglia, sono andato a passare qualche giorno da lei.

L'ultima volta che ero andato in Scozia non avevo visto poi molto, e ho pertanto deciso che era d'obbligo "vivere" un po' di più questi favolosi luoghi.
L'inverno non è forse la stagione più adatta per visitare la Scozia, il clima è diciamo "sufficentemente rigido", e piove sempre. E quando non piove nevica. Oppure tira vento peggio che a Trieste.
Ma forse è stato meglio così.. la forza degli "elementi" ha reso ancor più emozionanti i paesaggi che abbiamo visitato.
E così, dopo un paio di giorni passati tra Glasgow ed Edimburgo, via per strade e stradine in direzione Inverness, la "capitale" delle Highlands.

Alla fine del viaggio  (che ho vissuto da semi-malato per tutto il tempo, facendo colazione con aulin e vitamine), dopo quasi 1000 chilometri percorsi a tempo record , eravamo tutti stremati, ma vi assicuro che ne è valsa la pena!

Glasgow by night #1


Glasgow by night #2


Glasgow by night #3



Il castello di Edimburgo


Edimburgo



Edimburgo - Castle by night


In viaggio, fiangheggiando Loch Lomond e milioni di altri laghi


Stazione di servizio e market - Poi le Higlands e il nulla :-)


Un lago tra i millemila laghi scozzesi


Desolazione: chissà com'è contento il postino di questi qui...


Highlands #1


Highlands #2


Vicini a Fort William, direzione Inverness



Inverness - Fiume Ness



Le rovine di Elgin


Benvenuti a Twin Peaks



Nel nulla, nel cuore delle Highlands



Sempre nel nulla. Almeno 80 km di nulla



Le scogliere vicino a Stonehaven


Il porto di Stonehaven


Castello di Dunnottar #1


Castello di Dunnottar #2


Scogliere e mare del nord #1



Scogliere e mare del nord #2


Scogliere e mare del nord #3 (Sembra la pubblicità del Rockford :D)