sabato 15 maggio 2010

Conversazioni di lavoro, chapter 2

Oggi giornata pessima. Ma cerco di riderci su, anche perchè l'alternativa è mandare personalmente a fanculo ogni singolo essere umano di questo pianeta, e sinceramente stasera non ho tempo.

Personaggi:
Io,
Appariscente quarantacinquenne che sembrava appena venuta fuori da "sex and the city" o una boiata simile

Lei: Vede, non mi capisce. La casa è splendida lo so, ma per me la questione della cucina è fondamentale.
Io: Si comprendo signora, però purtroppo l'architetto...
Lei: Senta, me ne intendo di design, vedo che l'architetto ha fatto un ottimo lavoro, ma la cucina così com'è non va bene, è troppo, troppo piccola. Ma lo sa che tavolo ho io?
Io: (con sorriso moderatamente sfanculatore): Spero non troppo grande, altrimenti dovranno scoperchiare la casa e calarlo dall'alto
Lei: Guardi, a questo punto conviene che mi faccia parlare direttamente con l'architetto. Voglio dire, lo capisco che per lui questo muro è importante, ma per me rappresenta un problema!
Io: Ehm, signora, temo abbia frainteso... non ho detto che quel muro è importante, ho detto che è portante!
Sempre io: (ridendo dentro, tanto) Nel senso che se lo togliamo, temo che avremo qualche seria difficoltà col secondo piano.

E stavo per aggiungere, "sempre che lei non voglia dare alla casa un tocco 'a la Baghdad, si intende".

3 commenti:

  1. Forse il suo intento nascosto è avere una casa con un soppalco altissimo.
    Mi hai fatto ricordare che il signore che vive al primo piano del mio palazzo ha la mania dei buchi e dei ripostigli. Ha fatto ripostigli e buchi in qualsiasi muro. Credo sia una patologia!
    ;-) 

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  2. e devi scriverlo a capitoli quel libro!!!!

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  3. ahahahhahahah...ma che minchia di tavolo c'avrà mai costei?
    pagherei per vederti in situazioni simili!

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