lunedì 31 dicembre 2012

Ci vediamo dall'altra parte

Sono il maggiordomo del signorino Derek. Qui è tutto pronto per la festa, e lui è impegnato nel salone delle feste... quelle fotomodelle non lo lasciano respirare un attimo,sapete com'è. Ma mi ha detto di dirvi "Ci vediamo dall'altra parte", e di farvi i più sinceri auguri di buon anno.



Dire Straits - My parties - 1991  
Well this is my back yard - my back gate
I hate to start my parties late
here's the party cart - ain't that great?
that ain't the best part baby - just wait
that a genuine weathervane - it moves with the breeze
portable hammok baby - who needs trees
it's casual entertaining - we aim to please
at my parties

check out the shingles - it's brand new
excuse me while I mingle - hi, how are you
hey everybody - let me give you a toast
this one's for me - the host with the most

it's getting a trifle colder - step inside my home
that's a brass toilet tissue holder with its own telephone
that's a musical doorbell - it don't ring, I ain't kiddin'
it plays america the beautiful and tie a yellow ribbon

boy, this punch is a trip - it's o.k. in my book
here, take a sip - maybe a little heavy on the fruit
ah, here comes the dip - you may kiss the cook
let me show you honey - it's easy - look
you take a fork and spike 'em - say, did you try these?
so glad you like 'em - the secret's in the cheese
it's casual entertaining - we aim to please
at my parties

now don't talk to me about the polar bear
don't talk to me about the ozone layer
ain't much of anything these days, even the air
they're running out of rhinos - what do I care?
let's hear it for the dolphin - let's hear it for the trees
ain't running out of nothing in my deep freeze
it's casual entertaining - we aim to please
at my parties

domenica 23 dicembre 2012

Joys of christmas (1987)

Ben Nevis (Gaelic: Beinn Nibheis) - Scotland - Fort William

I ricordi, le sensazioni e le immagini che questa canzone riesce a far vibrare in me ogni volta che l'ascolto, vanno molto al di la del mero significato letterale del titolo... e ogni volta mi stupisco della potenza dell'effetto madeleine di una canzone, di un profumo, del colore della luce in certi momenti della giornata.

Joys of Christmas (northern style) - Chris Rea - 1987


I see all the tough guys still not 25
Dying on their feet
Coughing, honking, cadging cigarettes
And still out on the street
Well, they got no money, nowhere to go
Fathers of 2, 3 maybe 4, what are they gonna do
Jimmy got a busted mouth in a fight last night
He says he's OK
Going down to the workies club (that's a laugh)
To buy something strong and take the pain away

Joys of Christmas
Joys of Christmas
Northern style

Flashing Christmas light of police blue
Go spinning down the street
Women try to drag the men from pubs
Into the stores
And work hands in empty pockets deep
We stand outside the neon ice and wish ourselves the best
He says he's OK, out of work and fighting
Is all he's ever known
And laughs and says I worry too much anyway

Joys of Christmas
Joys of Christmas
Northern style
Let's drink to the likes of Jim
Before we all go insane
And please don't ask me why
It'll take too long to explain
Joys of Christmas

martedì 27 novembre 2012

Lezioni di grafica e Pastamatic

Io: "E con questo comando in pratica crei l'estrusione del profilo bidimensionale lungo un percorso definito."
Lei: "...estrusione del profilo..."
Io: "Esatto"
Lei: "........."
Io: "Hai presente il pastamatic? Ecco, funziona esattamente allo..."
Lei: "Non so cos'è"
Io: "Non sai cos'è il pastamatic"
Lei: "No"
Io: "Sai quello che in cucina si usa per..."
Lei: "Non ci vado in cucina. Io e il cibo non."
Io: "Ah... ok. Comunque, è un'estrusione. Alla prossima lezione ti spiego meglio, lasciami il tempo di trovare un pastamatic su Ebay"

(rido solo io)

p.s: come cazzo si fa a non sapere non dico usare, ma quantomeno dell'esistenza del Pastamatic?!?
Senza cultura, dove andremo a finire?

domenica 25 novembre 2012

Nebbia e baci

Due sconosciuti. Forse non avremmo dovuto farlo, o forse io non avrei dovuto farlo. Ma hai voluto sederti di fianco a me, hai voluto studiarmi, e non hai mollato l'osso fino a quando hai fatto cadere l'impalcatura della mia indifferenza artefatta.
Forse volevi solo giocare, o forse no e semplicemente non sapevi neppure tu fino a che punto avresti voluto spingerti. Eri già addosso a me, nella penombra di quella stanza. Anche li, continuavi a studiarmi. Piccoli bagliori di luce riflessa sui tuoi occhi, e il profumo della tua pelle. Ti ho sorriso e forse è stato questo a sciogliere gli ultimi residui di imbarazzo e di resistenza. Le tue mani tra i miei capelli e la tua bocca sulla mia, ti tengo stretta e ti accarezzo la pelle della schiena, che si inarca sotto la camicia. Cerchi la mia mano con la tua, intrecci le dita, stringi forte e ti abbandoni sul mio petto sospirando. Non abbiamo altro tempo, e lo sappiamo. Torni dalle tue amiche, io dai miei amici che mi chiedono dov'ero finito. Non si sono accorti di niente.

Fuori c'è la nebbia, una nebbia fittissima. Ha un buon profumo, che si mescola al profumo di lei ancora sui miei vestiti.

lunedì 15 ottobre 2012

Vento teso

Il tendone è gremito, non l'ho mai visto così pieno. Un mago gonfia palloncini, li annoda e li regala ai bambini che poi corrono via per le corsie, zizagando tra gli inservienti e gruppi di amici, fidanzati e famiglie alla ricerca di un posto libero. Il risotto è ottimo, e costa solo 5 euro al piatto. Vino e birra a due euro, liquore a un euro. Sorrido amaramente pensando che se questa sagra l'avesse organizzata la caritas, non avrebbe saputo fare un lavoro migliore.

Fuori l'aria è fresca, il vento teso odora di pioggia in arrivo. Mi fermo di fronte ad una casetta in legno dove vengono servite grappe aromatizzate e ne assaggio una. Mentre il mio amico mi parla, osservo gli stand davanti all'ingresso. Piccoli artigiani, un falegname, un salumificio, un negozio di dolci, un mercatino dell'usato. Allestimenti modesti, pochi clienti, e sorrisi un po' tirati e stanchi.

Ci muoviamo verso le giostre, una ragazza mezza zingara mi sorride distrattamente al di la del bancone del tiro a segno. Il calcinculo gira forte, mentre musica dozzinale viene sparata ad alto volume tra le luci intermittenti che sembrano venire da un'altra epoca. I seggiolini sono vuoti. Due ragazzi rumeni si sfidano al tirapugni, SBAM,  e le loro fidanzate ridono ad ogni colpo. Tute adidas e capelli rasati all'ultima moda, giacche scamosciate, dentature approssimative.

La bimba vuole andare sui tappeti elastici, il mio amico le sorride e acconsente. La separazione dalla moglie è stata un duro colpo, ma l'ha superata bene. E ama sua figlia alla follia. Il grassone nel box di lamiera rossa intasca cinque euro, toglie il sigaro di bocca e biascica "vale per dieci minuti" attraverso una nuvola di fumo puzzolente.
La bimba mi chiede se posso tenerle la scimmietta di peluche mentre si lancia sui tappeti.  I capelli biondo scuro ondeggiano mentre ride e saltella sotto una luce livida e volgare . Nessun bambino dovrebbe giocare sotto una luce come questa.

Ci salutiamo e raggiungo l'auto.

Passo davanti la stazione dei treni, gruppi di ragazzi ciondolano ubriachi da un kebab bar all'altro, e attraversano pericolosamente la strada senza neppure guardare. Auto scassate in doppia fila, schiamazzi. Un centro massaggi cinese ancora aperto di fianco a una pizza al taglio, gestita probabilmente dagli stessi titolari. "Massaggio, pompino e una malghelita signole, selvizio completo pel i nostli clienti!"
Penso a com'era una volta, a com'era tutto, e rabbia e tristezza spingono sull'acceleratore al posto mio per farmi andare via al più presto da li.
Fuori dalla città passo vicino ad alcune pompe di benzina. Una, due, tre auto in fila per il self service alle undici di sera, per risparmiare due euro a pieno. Anche solo due anni fa, sarebbe sembrata una scena surreale.

Pochi minuti ancora, e arrivo al mio paesino popolato da redneck, motociclisti e accaniti giocatori di carte. A un quarto d'ora dalla città, in aperta campagna, qui l'odore della decadenza non si sente... ancora, per ora, mi sento costretto ad aggiungere. Salgo le scale, entro a casa mia e mi chiudo la porta alle spalle. Sento i nervi tesi sciogliersi un po'.

Prendo un libro, vado in bagno e abbasso jeans e boxer mentre mi siedo sul wc.
L'occhio mi cade sull'etichetta all'interno dei pantaloni. W(34) Blake.
Va beh, saranno anche solo taglia e modello, ma vista la serata sempre meglio Blake che non so, Baudelaire.

The heavy - The lonesome road

sabato 22 settembre 2012

Avete mai sentito...

Avete mai sentito il profumo di un pioppeto di notte, o all'alba, prima che il sole inizi a scaldare le foglie? Dolce come una carezza.

(Almost) nothing to talk about, as another summer dies

I profumi dell'estate stanno svanendo lentamente, fa fresco di notte, e la luce del sole si è fatta più dorata. Ascolto una canzone di Lanegan mentre scrivo. Malinconica, e splendidamente autunnale.

Instabilità emotiva, instabilità economica, timori, desideri folli, sorrisi inaspettati, sogni criptici e sogni dalla limpidezza quasi infantile,  distanze, silenzi.

Una sera decido di staccare da tutto, e cerco rifugio in un film e in qualche  bicchiere di buon whiskey.
E funziona, a meraviglia. Mi perdo tra i  fotogrammi (22 al secondo, anzichè 24) e le note della colonna sonora del favoloso film di Michel Hazanavicius, l'ormai famoso The Artist, del 2011.
Un film muto, in bianco e nero, il cui protagonista è proprio un divo del cinema muto spinto ai margini del business dall'avvento del sonoro.
Un omaggio continuo al cinema degli anni venti e trenta, a Douglas Fairbanks e Rodolfo Valentino, a Ginger Roger e Fred Astaire, alle musiche di Glenn Miller e Bernard Herrmann (e pure Bernstein direi), e tutto quanto ruotava attorno alla Hollywood allo stesso tempo pioneristica e dorata di quegli anni.

A metà strada tra "E' nata una stella" e  "Il viale del tramonto" di Billy Wilder, Hazanavicius ha realizzato un film che, complice forse la mia passione per il cinema d'altri tempi (grazie, mamma), e forse complice anche il terzo bicchiere di Laphroaig, ha meritato il mio applauso.

Bravissimo Jean Dujardin, incredibilmente bella Bérénice Bejo, sceneggiatura e tempi perfetti, musiche godibili e orchestrate magistralmente, ironia, classe, e un candore al quale non ero più abituato.... giù il cappello.

martedì 11 settembre 2012

Touch too much



It was one of those nights, when you turn off the lights
And everythin' comes into view
She was taking her time, I was losing my mind
There was nothin' that she wouldn't do
It wasn't the first, it wasn't the last
She knew we was, makin' love
I was so satisfied, deep down inside
Like a hand in a velvet glove

Seems like a touch
A touch too much
Seems like a touch
A touch too much
Too much for my body, too much for my brain
This damn woman's gonna drive me insane
She got a touch
A touch too much

She'd had the face of an angel, smilin' with sin
The body of Venus with arms
Dealin' with danger, strokin' my skin
Like a thunder and lightenin' storm
It wasn't the first, it wasn't the last
It wasn't that she didn't care
She wanted it hard, she wanted it fast
She liked it done medium rare

Seems like a touch
A touch too much
Seems like a touch
A touch too much
Too much for my body, too much for my brain
This damn woman's gonna drive me insane
She got a touch
A touch too much

Seems like a touch, touch too much
You know it's much too much, much too much
I really want to feel your touch too much
Girl you know you're getting me much too much
Seems like a touch
Just a dirty little touch
I really need your touch
Cause you're much too much too much

Ac/Dc - Touch too much - 1979

mercoledì 5 settembre 2012

8 Istantanee

Istantanea #1
Uccelli candidi  volano sullo sfondo di un cielo grigio come il piombo, gonfio di acqua. Si riflettono sul lago scuro, la superficie calma puntellata di fiori di loto. Quiete innaturale. Oltre le cime degli alberi, si intravedono gli alti camini del complesso petrolchimico. Brillano illuminati da alcuni raggi di sole, gli ultimi rimasti. Per una frazione di secondo penso che sembrano quasi belli.

Istantanea #2
Tre donne, sedute ad un tavolo al bar. Mamma, nonna, figlia. Abbronzate, truccate, con voluminose capigliature e voluminosa bigiotteria al collo, ai polsi, alle caviglie. Vestite con variazioni sul tema del medesimo tubino, colori sgargianti. Giallo, verde smeraldo, arancio. Occhi fissi sul tavolo, non si guardano, e quasi non parlano. Una moneta tra indice e pollice, e un plico di gratta-e-vinci alto come un bloc notes davanti ad ognuna di loro. I gioielli di plastica brillavano sulla loro pelle abbronzata e vecchia, anche quella della ragazza.

Istantanea #3
A.S.L., commissione patenti. Le poltrone della grande sala d'aspetto sono tutte occupate. Di fronte a me, tre personaggi appoggiati ad un muro. Mancano solo le linee orizzontali alle loro spalle e sembrerebbero gli indiziati in un confronto all'americana. Un culturista sui 45 anni, enorme,  vestito come un giocatore di basket. Posa da bodyguard. Al suo fianco, uno smilzo in nero, carnagione olivastra, faccia rovinata, piena di buchi, occhi neri come i capelli, tirati all'indietro e lucidi di brillantina. Sembra un mafioso da film anni sessanta. Il terzo è un prete. Sgrana un rosario lentamente e ogni tanto guarda la porta dell'ufficio, in apprensione. Quando arriverà il suo turno?

Istantanea #4
Mattina, i raggi di un sole ancora basso all'orizzonte filtrano attraverso i rami dei tigli. Su un campo appena arato, vedo un trattore che attraversa in velocità la distesa bruna in diagonale, travolgendo così ogni regola, ogni consuetudine. Vivo da sempre in campagna, e non ho mai visto un trattore muoversi su linee che non fossero longitudinali o trasversali . Vedere questo trattore infrangere le regole - quasi divertito- scorrazzando su quel campo perfettamente arato, mi ha messo di buon umore.

Istantanea #5
Una frazione di secondo. Cielo azzurro e nuvole, il sole bagna la curva dolce di quel seno, intuisco il  capezzolo, immagino la mia mano che lo accarezza, i battiti del cuore aumentano e mi si stringe la gola, mi giro dall'altra parte per non fare figuracce. Con la coda dell'occhio mi illudo di aver visto un abbozzo di sorriso, ma non lo saprò mai.

Istantanea #6

L'autostrada, trafficata fino a pochi minuti prima, dentro quel tunnel sembra essersi  svuotata, e viaggio da solo nella corsia centrale. Mi avvicino in velocità alla grande bocca di uscita della galleria, rettangolare e incorniciata da enormi pannelli di metallo  color ruggine. Fuori dal tunnel la pioggia cade fitta, verticale, un muro d'acqua monolitico e scintillante, mi preparo al tuffo quasi trattenendo il fiato.

Istantanea #7
Cena con amici sul lago di Garda. Al tavolo di fronte stanno festeggiando un compleanno, ragazzi e ragazze giovani ridono e scherzano e bevono in onore del festeggiato. Un signore sulla cinquantina, indiano, se ne sta in piedi li vicino. Ha una borsa di plastica piena di rose e sorride anche lui assieme ai festeggiati. Ma nessuno lo vede, e io mi sento male, e butto giù tutto il liquore che ho nel bicchiere, nella speranza che il  calore in mezzo al petto mi impedisca di piangere anche una sola lacrima.

Istantanea #8
Sto camminando lungo un viale alberato, quando incrocio una ragazza che sta facendo jogging. Mi passa  vicino, e vengo inondato dalla fragranza del suo profumo. E' il profumo che usava mia nonna, quando ero piccolo. Un profumo buono, che non sentivo da almeno venticinque anni, che mi ha riportato alla vecchia casa, ai lego, al vestito di lana leggera di mia nonna, quello grigio col motivo di auto da corsa rosse stilizzate, alle bistecche di manzo cotte in acqua e olio, al tavolo di formica rosso, alla piccola cucina in smalto bianco.
Sono stato tentato di rincorrere la ragazza e chiederle che profumo fosse, ma era già lontana, aveva gli auricolari del lettore mp3, e il ricordo stava già svanendo.



Scrivere non è quasi mai semplice. Non per me, almeno. La prima parte del lavoro consiste nel lavorare il blocco marmoreo dell'idea per dargli un abbozzo di forma. Poi, una volta ottenuto il soggetto grezzo, si procede rifinendo per  limature, aggiunte, tagli netti e piccole incisioni. Lo sto facendo anche in questo momento, che credete? Un lavoro lungo, a volte mi dico anche esageratamente lungo rispetto alla lunghezza di quello che scrivo, ma non riesco ad evitarlo. Una sfiancante ricerca di "equilibrio", tra le cose dette e quelle solo suggerite, tra immagini e significato.

Ma per fare questo serve energia, e visto che ultimamente ne sono sprovvisto, in questo post mi sono limitato a fissare istantanee di momenti che ho vissuto e che in qualche modo avrei voluto immortalare, fosse stato possibile, con una macchina fotografica. Conoscessi la differenza tra lunghezza focale e apertura, sarebbero venute foto forse non degne della Magnum, ma credo belle foto...

sabato 18 agosto 2012

Alba

Io coricato, e tu sopra di me. Il busto eretto. I capelli -lunghi- scendono sulle spalle. Hai gli occhi chiusi, e ti mordi le labbra mentre accarezzo i tuoi seni, meravigliosi e pieni. Li stringo piano, e sfioro i tuoi capezzoli rosa. Dio, la tua bellezza mi travolge. Le mie mani scivolano sulla pelle chiara, le lascio scorrere sulla tua schiena, che si inarca lievemente mentre ti inchini verso di me. Sfiori le mie labbra con il capezzolo destro, lo mordo, ti sento rabbrividire. Cerco le tue labbra, la tua lingua, e finalmente ti bacio.

Ma non succederà mai.

Poi, mi sono svegliato. Era l'alba. E sono andato a farmi un caffè.

p.s: Ieri sera ho cenato con due pesche e una redbull, devo segnarmi la ricetta.