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domenica 1 novembre 2009

I tumulti "Zoot Suit" - Los Angeles, 1943

zoot-suitIl termine "Zoot suit" indica un tipo d'abbigliamento in voga negli stati uniti nel decennio 1930/1940, indossato principalmente da messicani ("pachucos"), portoricani, italiani e afroamericani.
Eleganti scarpe francesi a punta, solitamente bianche e nere, pantaloni larghi e a vita alta stretti in cintura, giacche molto lunghe e spesso con spalline imbottite, cappello a larghe tese con piuma ornamentale e una lunghissima catena per orologio da taschino che partiva dalla cintura e arrivava fino e oltre il ginocchio.

Una moda nata, si dice, nell'ambiente jazz della Harlem nera verso la fine degli anni 30, per poi diffondersi presso i giovani messicani americani e altre minoranze.


Per intenderci, sono gli abiti che indossavano i cattivi delle novels di Dick Tracy, così come i personaggi di film come The Mask. Probabilmente l'associazione "Zoot-suit/Malavita" è proprio dovuta alla diffusione di quella moda all'interno delle minoranze etcniche dell'America di allora, visto che storicamente il malaffare è proprio in quegli ambienti sociali che tende a svilupparsi.

La foto che vedete qui a fianco, che testimonia comunque la diffusione anche nell'ambiente musicale, è quella di un giovanissimo Cab Calloway in un completo Zoot candido.

Nel 1943, in piena seconda guerra mondiale, una serie di tumulti scoppiati a Los Angeles prese il nome di "Zoot suits riot". Gli scontri, anche molto violenti (ci scappò più di qualche morto) furono tra marinai e marines bianchi di stanza in quella città e i giovani pachucos messicani-americani, ma vennero prese di mira alche le altre minoranze, giusto per non scontentare nessuno.

Quegli abiti lussuosi, portati per le vie dalla città dai già non ben visti pachucos, sembravano agli occhi di quei marines un affronto alla patria e alle difficoltà economiche che il paese stava passando a causa della grande guerra.
Questo mix di patriottiche intenzioni e razzismo ha portato all'esplosione della "Zoot Suit Riot". Ronde di marines entravano nelle case, nei locali e nei cinema frequentati da messicani, neri e filippini, per trascinarli in strada e malmenarli "with a sadistic frenzy", come racconta un testimone oculare - un giornalista - dell'epoca.

I giornali incolpavano i pachucos e la polizia se ne stava con le mani in mano, fino a quando l'esercito stesso, per fermare una situazione che stava diventando sempre meno controllabile, decise di confinare tutti i militari nelle caserme e rendere Los Angeles una zona off-limits. Ciò nonostante, l'esercito definì la posizione dei marinai coinvolti nei tumulti come di "autodifesa".

Ho scoperto questa  storia dopo aver ascoltato qualche tempo fa la canzone "Zoot suits riot" dei Cherry Popping Daddies, una band che rispolvera le sonorità tipiche dello swing tra gli anni 30 e i 50.
Il testo della canzone mi aveva incuriosito e ho quindi cercato di scoprire qualcosa di più.

Chi è che sussurra tra gli alberi?
Sono due marinai e sono in congedo
Tubi, catene e fendenti,
Chi è il tuo paparino? Sono io.








p.s: si ringrazia sentitamente wikipedia e qualche altro sito che adesso non ricordo.

p.p.s: Questi Cherry Popping Daddies sono davvero bravini, ma se vi piace il genere c'è un altro gruppo veramente in gamba, e musicalmente secondo me anche più raffinato: si chiamano Big bad voodoo daddy (si, daddy anche loro, deve essere una mania).

Questo è un pezzo tratto da Americana, il loro primo album se non sbaglio. Ottima musica e un video divertente ;-)

Mr. Pinstripe Suit - Big bad voodoo daddies

domenica 3 maggio 2009

Non sopporto Cruciani...

...eppure mi trovo a seguire con una certa regolarità il suo programma radiofonico, La zanzara, su Radio 24.

In auto ascolto prevalentemente musica, però ogni tanto mi capita di spegnere il lettore CD e seguire Radio 24, che fa parte (lo so, è abbastanza ovvio) del gruppo editoriale del Sole 24 Ore.

Spero che il cambio di direttore al Sole non influisca su Radio 24, perchè tanto mi stava simpatico De Bortoli quanto odioso quella specie di Harry Potter cresciuto male di Riotta.

Trovo che sia una radio veramente interessante, soprattutto per quanto riguarda le trasmissioni a tema "economico" come Jefferson Ming (ora Jefferson 2), Salvadanaio e Focus economia.
Ma seguo volentieri anche Il gastronauta (sui tesori gastronomici italiani), I magnifici (si parla di musica), Moebius (scienza) e La storia e la memoria (naturalmente, storia). Insomma, vedete, c'è roba interessante!

E poi c'è La zanzara. Il programma di Giuseppe Cruciani. Che mi sta un po' sui coglioni.

In questo programma, che ascolto mentre torno a casa dall'ufficio, il dott. Cruciani riceve le telefonate degli ascoltatori e discute con loro dei fatti del giorno, fondamentalmente in ambito politico ed economico.

Chiamano veramente tutti, dal piccolo imprenditore alla maestra in pensione, dal neolaureato all'operaio metalmeccanico, e quello che trovo interessante è il sentire tutte queste voci "diverse" esprimere la propria opinione sulla loro Italia.
C'è chi ha le idee chiare e chi è confuso oltre ogni ragionevole limite, chi si indigna per tutto e scenderebbe a girotondare un giorno si e uno no, e chi dice "tanto non cambierà mai nulla"... veramente un interessante affresco sociale... e forse è questo affresco che mi spinge a continuare a seguire questo programma, perchè se fosse per il giornalista Cruciani, ci avrei messo già una bella croce (appunto) sopra.

Capisco benissimo che anche il più imparziale dei giornalisti, di quando in quando, possa rischiare di lasciar trasparire le proprie preferenze politiche o ideologiche.. ma è normale, è umano!

Quello che fatico a sopportare è chi invece è palesemente schierato, e che asserisce invece di non esserlo, nel modo più assoluto. A meno che lui sia veramente convinto di non esserlo, e a quel punto gli consiglierei uno psicologo.

Diversamente da Fede, che forse con l'età sta anche rincoglionendo, Cruciani è intelligente, e abile con le parole. Non tanto da rendere invisibile la sua faziosità, ma abbastanza da riuscire a mettere sempre in ridicolo il radioascoltatore che non la pensa come lui. E questa cosa la trovo odiosa.
Odiosa perchè infierisce solitamente su gente semplice, che magari ha idee chiare ma non ha la prontezza per rispondere a tono alle sue allusioni, ai suoi attacchi e alle sue conclusioni pilotate.

E non vi dico quanto godo quando trova dall'altra parte una persona scaltra e informata! Si sente distintamente che prova fastidio, che suda freddo, e che se potesse troncherebbe la comunicazione immediatamente.
Gli piace vincere facile e odia perdere, poveretto.
Mi capita, raramente, di essere d'accordo con lui, ma il più delle volte ho come l'impressione di ascoltare un arguto imbecille, e questa cosa mi fa strano perchè quasi tutti i conduttori di Radio 24 sono assolutamente  corretti ed esprimono le loro opinioni in modo sobrio, misurato.

Ora, il programma si chiama La zanzara, e com'è noto le Zanzare punzecchiano e stanno sulle palle a tutti. Quindi, ho pensato, magari sta scritto sul suo contratto che deve fare lo stronzo. Ma a giudicare da come gli viene bene e naturale, forse al programma prima si chiamava "Discutiamo assieme" e han cambiato il titolo dopo aver sentito la prima puntata.

Ricordo, qualche mese fa, una sua affermazione che mi ha costretto a spegnere immediatamente la radio e a mettere su Master of Puppets a volume smodato. La discussione era più o meno questa:

Ascoltatore: "Beh, volevo dire che Berlusconi da alcuni processi ne è uscito pulito esclusivamente perchè il reato è caduto in prescrizione, quindi non è 'esattamente' innocente"
Cruciani: "Non capisco cosa vuole dire. Uno o è colpevole o è innocente. Non esiste una terza via. E secondo i magistrati Berlusconi è risultato innocente"
Ascoltatore: "...ma, io credo che ci sia una differenza tra..."
Cruciani: "Ma lei può credere quello che vuole, per carità, qui alla Zanzara facciamo parlare tutti."
Ascoltatore: "Si, ma volevo anche aggiungere che alcuni di quei processi si sono conclusi con prescrizione grazie ad alcune leggi che lo stesso Berlusconi ha..."
Cruciani: "Si si vabbè, le leggi ad personam, però non se ne può più di ste argomentazioni, sono sempre quelle eh. E ora Mauro da Parma, buonasera Mauro....."

Giuro, ho pensato "Non può avere detto una cosa del genere dai. Non può. Non sta nè in cielo nè in terra..."

E dopo pochi secondi è iniziata Battery.




sabato 14 febbraio 2009

San Valentino, ottanta anni fa...


1929, Chicago.
Al Capone, il boss di origini italiane, e l'irlandese "Bugs" Moran si contendono il mercato degli alcolici di contrabbando, e più in generale il potere sulla città.
Moran cercherà di eliminare Capone in almeno due occasioni, ma i tentativi andarono a vuoto. Molte furono le morti che comunque insanguinarono le strade della città, su entrambi i fronti. Tanto da spingere i capi delle gang a decidere, ad un certo punto, per una tregua.

capone6Bugs Moran


La tregua non durò tuttavia molto. Moran, rendendosi conto che la morte dei suoi 3 compagni O'Banion (eliminato da killer prezzolati agli ordini del clan dei Genna), Weiss, e Drucci (ucciso durante uno scontro con la polizia) lo rendeva a tutti gli effetti l'unico e solo leader della gang, decise che era giunto il momento di colpire.

L'uccisione di molti intimi amici, i continui assalti ai suoi magazzini, i furti e gli incendi subiti da parte della gang di "Bugs", spinsero Capone (già nei guai con le forze dell'ordine) sull'orlo della paranoia. Arrivò a circondarsi di ben 15 guardie del corpo. Ammise quasi di essersi pentito di aver lasciato a suo tempo Five Points (il quartiere di New York che lo aveva visto crescere come criminale all'interno della James Street Gang) per trasferirsi a Chicago.

La livello di sopportazione di Capone aveva segnato il limite. Il 14 febbraio 1929, decise di mettere la parola fine al potere di Moran.

Fu Sam Giancana, uomo di fiducia di Al Capone, a dirigere l’operazione, geniale e spietata. In quel giorno Capone si trova a Miami, in Florida (alcune fonti dicono per una vacanza, altri per un interrogatorio)
Due auto, una Cadillac e una Peerless, modificate per assomigliare due auto della polizia, parcheggiarono di fronte ai magazzini della SMC Cartage Company, dove era in corso una riunione dei membri della gang di "Bugs".
Dalle auto scesero gli uomini di Capone e alcuni ex membri dei Egan's Rats. Due erano travestiti da poliziotti, altri indossavano lunghi trench.
Colti di sorpresa, gli uomini di Moran si lasciarono disarmare. Trascinati nel retro del magazzino e allineati contro il muro, furono tutti uccisi a colpi di mitragliatore, con almeno 40 proiettili in corpo ciascuno.

Tra loro avrebbe dovuto esserci anche Moran, ma così non fu. Forse era semplicemente in ritardo, oppure si insospettì alla vista delle due sedan parcheggiate fuori dal magazzino. Fatto sta che Bugs riuscì a sfuggire da quella che viene ricordata con il nome di "strage di San Valentino".

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