domenica 14 novembre 2010

Un altro giorno, un altro amico, un'altra estate

Ieri ho visto un vecchio, seduto su una panchina. Aveva capelli grigi, finissimi, il naso grande. Teneva il cappello appoggiato sulle ginocchia, e guardava davanti a se, apparentemente nel vuoto, e i suoi occhi erano tristi. Mi sono fermato, fingendo di parlare al telefono, per poterlo osservare ancora un po'.
La mano sinistra tremava, la destra stringeva il bordo della panchina. Ho provato ad immaginarlo giovane, in una Mantova di 50 anni fa, mentre passeggiava sotto quegli stessi alberi con la donna che amava sotto braccio, e il figlio piccolo che correva davanti a loro inseguendo un pallone di cuoio scuro, e mi sono sentito stringere il cuore.

Ho ricacciato dentro le lacrime, messo via il telefono, e ringraziato il cielo di aver avuto indosso gli occhiali da sole, nonostante il cielo fosse grigio e livido. Come la pelle di quell'anziano signore.

"Se non giochiamo più, è l'inizio della vecchiaia, per noi.
Si comincia a guardare l'orologio,
aspettando che i giorni scorrano via in fretta
contando gli anni.
Una volta avevamo qualcosa di bello a cui aspirare
Un altro giorno, un altro amico, un'altra estate..."



martedì 9 novembre 2010

Work In Progess

Manca ancora parecchio.... (ad esempio, la camera da letto che ho al momento è gonfiabile), ma inizia a prendere forma.







Il portafoglio invece la forma la sta perdendo del tutto... :-S


domenica 26 settembre 2010

Una vaga sfumatura d'inverno

Tempo, tempo, guarda cosa sono diventato
mentre mi guardavo intorno
per vedere che possibilità avevo
ero così ostinato da non accontentarmi
ma guardati intorno, le foglie sono gialle
ed il cielo ha una vaga sfumatura d'inverno

Puoi sentire la banda dell'esercito della salvezza
sul lungofiume, potrebbe essere un percorso migliore
di quello che avevi pianificato
prendi la tua tazza di caffè
e guarda intorno, le foglie sono sono gialle ora
ed il cielo ha una vaga sfumatura d'inverno

Aggrappati alle tue speranze, amico mio
è una cosa facile da dire, ma se le tue speranze
svaniscono
semplicemente fai finta
di poterle mettere assieme ancora.
Guardati intorno, l'erba è alta
i campi sono maturi, è la primavera della mia vita

Ah, le stagioni cambiano lo scenario
tessendo il tempo come una carta da parati
non vuoi fermarti e ricordarti di me
quando hai un momento di tempo?
Buffo come la mia memoria mi abbandona mentre guardo manoscritti
di versi mai pubblicati
sorseggiando la mia vodka con un po' di lime.

Ma guardati intorno, le foglie sono gialle ora
ed il cielo ha una vaga sfumatura d'inverno
Guardati intorno, le foglie sono gialle adesso
c'è una macchia di neve per terra

Simon and Garfunkel - Hazy shade of winter



lunedì 6 settembre 2010

Non sono morto


sono solo... lontano, anche un po' da me stesso. Sto cercando i pezzettini di pane per terra, che mi guidino verso casa.

A presto
Pollicino

sabato 31 luglio 2010

Simulacri

La bottiglia è finita
era l'ultima
sapore acido nella bocca
la pioggia si abbatte violenta sui vetri, da ore ormai

la pistola è sul tavolo
uccidere... non è il termine giusto, non credo
eppure continuo a rimandare
perchè?

la fuori è pieno di simulacri
distinguerli... ormai è semplice
non mi servono neppure le prove,
anche se alla centrale dicono di si

mi basta eliminarne uno,
aveva ingannato anche me
le sue sembianze confondono
le sue parole corrompono

eppure non riesco ancora
a puntare
l'arma
al suo petto

apro la finestra
vento ghiacciato e fetido
acuminate gocce di pioggia
come spilli attraverso la pelle

indosso la giacca
prendo l'arma, carica
devo farlo
è così che deve essere

un simulacro
è un ammasso di ferraglia e tessuti molli
è un costrutto digitale e mentale
è un freddo incubo sotto mentite spoglie

esco dalla porta,
sapendo che questa volta la mano non tremerà
sapendo che ne arriveranno altri
ma a quel punto, saprò come fare





Deckard?

Colonna sonora pre (quasi?) vacanze






















venerdì 23 luglio 2010

Una serata estiva



Ho deciso, mi guardo Lo Squalo 2. Lo so, finirà tardi e domani mattina faticherò a svegliarmi, dovrò farmi doccia e barba in fretta e furia per arrivare in ufficio in orario (va beh, almeno all'interno del mio classico range di 5-10 minuti di ritardo cronico), ma chissenefrega.
D'estate mi piace stare sveglio fino a tardi, godermi quel poco di aria che entra dalla finestra che da sul giardino, e guardare b-movies bevendo birra o acqua tonica (questa sera acqua tonica), magari mangiando un gelato. Ecco cosa manca il gelato, vado a prenderlo nel freezer.
Finite (o quasi) le emergenze lavorative serali, quest'estate ho deciso che me la godrò così.

Nel frattempo cerco di non pensare a lei. Ma è fatica sprecata... sono mesi ormai che ci provo, in ogni modo, ed è come in quei sogni dove ti sembra di correre per chilometri e chilometri e poi ti accorgi che in realtà non ti sei mosso di un centimetro, o che sei tornato al punto di partenza.
Ma quando ci rivedremo sarò perfetto, un amico perfetto. Non intuirà nulla dei sogni che ancora faccio, della stupida gelosia che non riesco a frenare. Non guarderò le sue labbra pensando a quando le sfiorai con le mie rubandole un bacio, non mi vedrà accarezzare con lo sguardo il suo corpo, non tradirò le mie emozioni quando ci guarderemo di nuovo negli occhi.

Fa caldo, mi si sta sciogliendo il gelato, e in tv lo squalo sta mangiando umani a più non posso.



Bella l'estate.

giovedì 22 luglio 2010

Easy lover

Vorrei sfogarmi ma sono così stanco da non aver neppure la forza di ascoltare metal, stasera.
Quindi vado di Phil Collins e Philip Bailey degli Earth Wind and Fire.

Non voglio fare il vecchio nostalgico, ma di pop composto e suonato in questo modo oggigiorno se ne sente poco.
Rock morbido, ottantiano, impreziosito da una ritmica funkeggiante, e con un assolo che oltre ad esserci (meno male) non si limita a scimmiottare le linee vocali e finire con un vibrato. E poi, due cantanti niente male. Collins e Bailey, mica pizza e fichi.



Easy Lover

Easy lover
She'll get a hold on you believe it
Like no other
Before you know it you'll be on your knees
She's an easy lover
She'll take your heart but you won't feel it
She's like no other
And I'm just trying to make you see

She's the kind of girl you dream of
Dream of keeping hold of
You'd better forget it
You'll never get it
She will play around and leave you
Leave you and deceive you
Better forget it
Oh you'll regret it

No you'll never change her, so leave it, leave it
Get out quick cos seeing is believing
It's the only way
You'll ever know

Easy lover
She'll get a hold on you believe it
Like no other
Before you know it you'll be on your knees
She's an easy lover
She'll take your heart but you won't feel it
She's like no other
And I'm just trying to make you see

You're the one that wants to hold her
Hold her and control her
You'd better forget it
You'll never get it
For she'll say there's no other
Till she finds another
Better forget it
Oh you'll regret it

And don't try to change her, just leave it, leave it
You're not the only one, ooh seeing is believing
It's the only way
You'll ever know, oh

No don't try to change her, just leave it, leave it
You're not the only one, ooh seeing is believing
It's the only way
You'll ever know, oh

She's an easy lover (she's a easy lover)
She'll get a hold on you believe it (get a hold on you)
(She's) like no other
Before you know it you'll be on your knees (you'll be down on your knees)
She's an easy lover
She'll take your heart but you won't feel it (you won't feel it)
She's like no other
And I'm just trying to make you see (trying to make you see)

domenica 11 luglio 2010

Tra Levante e Ponente



Mi ero rotto le scatole. Volevo aria nuova, anche se per poco. E lo scorso sabato ho caricato la bici nel baule dell'auto, e sono partito per un weekend non programmato in Liguria. Pomeriggio a Porto Venere, una serata a La Spezia, la notte in auto leggendo un libro e dormendo fino alle 5, una escursione mattiniera per le strade della città e la zona del porto, poi un po' di spiaggia a Porto Lunae, in auto verso le cave di marmo di Carrara, e poi il ritorno.

























lunedì 21 giugno 2010

Strani incontri

Certo che di gente strana ne ho incontrata...

Il tecnico informatico
Vado ad un incontro nella sede di una grande società, per parlare con un responsabile informatico iperqualificato, specializzato in sistemi AS400. Mi preparo anche psicologicamente, sono in genere personaggi ostici e incazzosi se li contraddici.
Mi aspettavo un impeccabile man in black con occhiali da sole e 24ore, e mi trovo invece di fronte un tipetto mingherlino, sui 40 anni, con addosso una felpa dei Blind Guardian, ad occhio e croce del 97, interamente coperta di peli di gatto. Occhi a fessura abituati più alla luce del monitor che a quella solare, e dita veloci sulla tastiera. Tirava su col naso, mentre parlava, e mi guardava diffidente. Suppongo diffidasse di chiunque indossasse una camicia, per di più stirata (e senza peli di gatto).
Allora gli ho detto, indicando la sua felpa "Bello Imaginations from the other side, lo preferisco anche a Follow the blind!", e la sua faccia è diventata tutto un sorriso. Era felice, aveva trovato un amico. A volte basta poco.

La donna dalla vita difficile
"Sa, la mia è una vita difficile... mio marito mi ha lasciato, ora tra l'altro è in carcere, e mio figlio piccolo non parla"
"Vedrà signora, si sistemerà tutto..."
Mi da il suo numero di telefono, e poi mi guarda negli occhi "Lo sa che nel mio numero di telefono, c'è il numero del demonio? Crede che possa significare qualcosa?"
"Ehm...."

Tatuaggi fuori luogo
Ragazza in evidente sovrappeso. "Ho i documenti che mi ha chiesto"
Si gira per prenderli dalla borsetta appoggiata dietro alla sedia, e si piega. Enormi jeans a vita bassa, che scendono PERICOLOSAMENTE sotto la linea di sicurezza, mostrando un tatuaggio di proporzioni immani. Doveva essere un uccellino su un ramo credo, in origine. Poi la signorina aveva messo su quei 30/40 kg, e adesso sembrava una bestia presa da qualche incubo di Lovecraft.
Che dire, sexy. Brrr...

Il collega
Un ragazzo pallido, un po' gobbo, inespressivo, con tisti occhi azzurri. Non l'ho mai visto sorridere.
"Ciao, sei nuovo di qui vero?"
"Si, ho iniziato da poco.... tu invece è molto che lavori qui?"
"Si un po'... senti, io te lo dico, poi vedi tu. Io e la mia compagnia al venerdì sera ci troviamo sulla strada che va a xxx, se vuoi venire anche tu..."
"Sulla strada che va a xxx? Ma non ci sono locali li, è una strada di campagna, senza luci tra l'altro..."
"No beh ma noi ci sediamo sui guardrail a parlare di vita e di morte."
"Ah."

Feticismi?
Entra una ragazza con un bambino piccolo in braccio, e il suo ragazzo/marito. Si siedono di fronte a me, lui inizia a parlare e io lo ascolto.
Poi, senza avvertire, lei tira fuori dalla camicetta un seno. Rimane così 4/5 interminabili secondi, con un seno fuori, mentre io parlo di fondamenta e isolamento termico, fino a quando si decide ad avvicinare la bocca del pargolo e inizia ad allattarlo.
Credo di aver mantenuto il controllo, ok, ma io dico cacchio, avverti! "Scusate solo un secondo, devo allattare il bimbo". Poi ti giri un attimo, fai quello che devi fare, e quando ti giri di nuovo hai il bimbo al seno.
A parte che poi, pensandoci bene, devi proprio aspettare di entrare nel mio ufficio per allattare il pargolo? Potevi mica aspettare 10 minuti?! Non ti moriva di fame tra le braccia dai...
A meno che mi sia trovato di fronte ad un nuovo tipo di feticismo, "Allattamento a sorpresa". Se devo scegliere, preferisco ancora le manette.

Il traduttore
Due magrebini entrano in ufficio. Uno faceva il simpaticone affabile tutto sorrisi, parlava bene l'italiano. L'altro stava zitto, si intuiva che non capiva una cippa.
Per un secondo ho pensato che avesse la bocca piena di tritolo e volesse far saltare in aria il palazzo trattenendo uno starnuto, e infatti stavo anche per mettermi a ridere.
Si siedono, e il chiaccherone mi fa "Senti caro (caro stocazzo ho pensato, ma non gliel'ho detto), il mio amico qui non capisce tanto. E' un anno che è in Italia, ha permesso di soggiorno e contratto lavoro, ma non parla tanto bene quindi parlo io e faccio da traduco ok?"
"Ok bene, fa traduco. Fermami quando devi spiegare al tuo amico. Allora, se cercate un appartamento in quella zona vi dico che è tutto abbastanza caro..."
"Aspetta: Ahlm lham hlalh khmer in cla szona la l'è tut car ahlam hick shalom".

Non so come ho fatto a trattenermi dal ridere... traduceva quello che gli dicevo un po' in arabo, e un po' in dialetto mantovano!! Roba che se la sente Borghezio gli viene un infarto, forse due haha...