lunedì 17 settembre 2007

[Racconto] Nella stanza buia, rischiarata appena...

Premessa
Niente di chè... semplicemente mi è venuto in mente un abbozzo di "storiella" noir e ho pensato elaborarlo un po' e di buttarlo giù :-)


Capitolo 1
Nella stanza buia, rischiarata appena dalla calda luce del camino acceso, sprofondato nell'amata vecchia poltrona e nei miei cupi pensieri, fumo una pipa.
Aspettando che arrivi l'assassino

Capitolo 2
Ora giace a terra, davanti a me, in una pozza di liquido scuro e denso come olio.
Il pugnale deve aver reciso la giugulare.
E' vestito di nero, indossa passamontagna e anfibi.
Credo sapesse che lo stavo aspettando.
Ricordo lo scintillio della lama nella sua mano.
Rifletteva la gialla luce del camino.
Ricordo il rumore dei suoi passi mentre si avvicinava a me.
Non pensava che opponessi resistenza, poichè dovevo sapere che era tutto finito.
Per qualche momento lo pensai anche io.
Non si può vivere una vita come quella che ho vissuto, e sperare di farla franca.
Non si può sperare tanto.
Eppure...
Avevo appoggiato la pipa sul tavolo vicino la potrona, e lo fissavo
Era ormai fermo a pochi passi da me, non parlava. I suoi occhi mi studiavano.
Si lanciò su di me, mi scansai.
Poi un bianco lampo di dolore alla guancia.
Poi il secco rumore di ossa spezzate, quando l'attizzatoio lo colpì in volto.
Poi il coltello sul tappeto, che sembrava lontano, troppo lontano.
Ma riuscii a prenderlo.
Con la coda dell'occhio lo vidi armeggiare con la fondina della pistola.
Lo colpii alla gola con la lama.

Poi svenni

Deve essere stato solo per pochi minuti, il fuoco nel camino non si è ancora spento.
Adesso mi fanno male i muscoli delle gambe, delle braccia. Mi sento come se mi fossi appena svegliato dopo una sbronza colossale.
Mi passo una mano sulla guancia. C'è un taglio profondo, lungo forse una decina di centimentri.

Brucia da morire.

Non devo avere un bell'aspetto.

Guardo fuori dalla finestra. Sta iniziando a nevicare.
So che non posso restare qui, devo andare.

Nel garage la vecchia Porsche sembra aspettarmi, ansiosa anche lei di partire.
La basculante elettrica si apre lentamente su una notte bianca e silenziosa, irreale, nella quale gli unici suoni sono il cupo rombo della vettura e lo scricchiolare dei pneumatici sulla neve appena caduta.

Senza voltarmi, me ne andai.*

Fine


* Licenza poetica (discutibile hehe) per l'utilizzo del passato anche se il racconto è al presente

4 commenti:

  1. Sono felice di trovarti qui Derrek dalla cravatta rossa!!!

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  2. L'onore è mio signorina! La ringrazio per l'aperitivo di prima, ottimo... bisogna tornarci in quel bar! :D


    p.s: Derrek? Come il triste poliziotto tedesco della famosa serie anni 80?!?

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  3. oddio come a solito ho fatto una delle mie figure....non ti avevo detto di questa mia particolare abilità a "storpiare" i nomi? besos

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  4. Haha, è un'altra piccola parte di te che sto scoprendo allora Culyz :D

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