lunedì 24 settembre 2007

Stasera sono allegro...

... no, non molto in realtà. Ogni tanto capita anche a me, checcepossofà?
La tristezza è un sentimento che non posso non legare al periodo Romantico, il mio preferito.

E visto che siamo in tema di allegria, ecco uno stralcio de "The rime of the ancient mariner - La ballata del vecchio marinaio", di Samuel Taylor Coleridge.
Se vi capita di leggerla, meglio se in inglese, probabilmente resterete colpiti quanto me dalla forza evocativa sprigionata da ogni singolo verso.

E adesso basta far finta di essere colto, leggete e se vi piace correte a leggervi il resto in biblioteca


Potrei accennarvi anche la storia, ma forse se non dico niente e vi lascio solo questi due pezzi semislegati vi incuriosisco di più hehe...


La ballata del vecchio marinaio

"Giorno dopo giorno, giorno dopo giorno.
immobili senza un soffio di vento o un movimento
immobili come una nave dipinta su un oceano dipinto
acqua acqua ovunque
e tutte le assi si ritirarono
acqua a perdita d'occhio ma non una goccia da bere."

"Uno per uno alla luce della luna
troppo veloci per un sospiro o un gemito
uno a uno si voltarono con un dolore insopportabile
e con gli occhi mi maledirono
Quattro volte cinquanta uomini
(e non li sentii nè sospirare nè gemere)
con un tonfo sordo, informi, senza vita
caddero, uno a uno"

S.T. Coleridge

2 commenti:

  1. MADONNINA SANTA...MI HAI RIPORTATO SUI BANCHI DEL LICEO... A QUANDO LA BASTARDA DI INGLESE CI FACEVA IMPARARE A MEMORIA I VERSI DI COLERIDGE, DI KEATS E BYRON!!!! io sono una sostenitrice della teoria secondo cui poesie, odi e quant'altro non andrebbero mai imparate a memoria se non si vuole rovinare la magia che evocano!!! (che paracula eh?)

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  2. Hehe, proprio una bella "paracula" :-) Non avevo mai pensato a questa scusa!

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