Può piacere o meno (a me piace), ma nessuno può negare che il sig. Caparezza si trovi estremamente a suo agio tra le metriche serratissime delle sue canzoni e i continui calembour e giochi di parole che si susseguono senza soluzione di continuità tra una strofa e l'altra.
Definirlo rapper non è forse totalmente corretto, anche se le tematiche trattate sanno molto di Rage Against Power, e neppure cantautore nel senso classico del termine.
Quello che crea è un godibilissimo ibrido che mescola, dal punto di vista dei testi, cabaret, denuncia sociale e politica, citazioni cinematografiche e letterarie, nonsense e riflessioni sulla vita in generale, mentre sul versante musicale ci si trova di fronte ad azzardate (ma azzeccate) contaminazioni tra rap, rock e musica popolare.
Una cosa che ho constatato divertire molto Michele Salvemini (vero nome di Caparezza) è il giocare con i ricordi, e nello specifico i ricordi del trentenne medio (quale sono io, e pure lui), per costruirvi canzoni divertenti ma condite con un po' di nostalgia.
Limiti, dall'album "Le verità supposte - 2003", è forse l'esempio più calzante, ma devo dire che anche con Abiura di me (Le Dimensioni Del Mio Caos - 2008) non se l'è cavata male.
Si, lo ammetto, ero un videogiocatore. :-)
Lyrics - Abiura di me - Caparezza
Se pensi che possa cambiare il mondo ti sbagli alla grande, è già tanto se mi cambio le mutande.
voglio solo darti un'emicrania lancinante fino a che non salti nel vuoto come uno stuntman.
Pensavi che sparassi palle? Bravo! io sono il drago di Puzzle Bubble.
Come Crash mi piace rompere le scatole, ma rischio le mazzate che nemmeno Double Dragon.
Sarà per questo che c'è sempre qualche blogger che mi investirebbe come a Frogger;
gli bucherò le gomme e bye-bye, al limite può farmi una Sega Megadrive.
Non mi vedrai salvare un solo lemming, né stare qui a fare la muffa come Fleming.
Non darmi Grammy né premi da star ma giocati il tuo penny e premi 'start'.
Rit:
Io voglio passare ad un livello successivo, voglio dare vita a ciò che scrivo. Sono paranoico ed ossessivo fino all'abiura di me. Vado ad un livello successivo dove dare vita a ciò che scrivo. Sono paranoico ed ossessivo fino all'abiura di me.
Io faccio politica pure quando respiro, mica scrivo musica giocando a Guitar Hero:
questi argomenti mi fanno sentire vivo in mezzo a troppi zombie da Resident Evil.
Macché divo, mi chiudo a riccio più di Sonic, fino a che non perdo l'armatura come a Ghost'n'Goblins.
Mi metto a nudo io, non mi nascondo come Snake in Metal Gear Solid.
Ho 500 Amighe, intesi? Faccio canzoni, mica catechesi!
Prendo soldi con il pugno alzato come Super Mario, ma non li ho mai spesi per farmi le righe come a Tetris.
La scena rap è controversa, sfuggo con un salto da Prince of Persia.
Io non gioco le Olimpiadi Konami, se stacco le mani l'agitazione mi resta.
(Rit.)
Abiura di me (x3) di me, di me...
Abiura di me (x3) di me, di me...
Io non vengo dalla strada sono troppo nerd, non sposo quella causa, ho troppi flirt.
Vivo tra gente che col Red Alert passa la vita sui cubi come Q Bert.
Ho visto pazzi, e rievocare vecchi fantasmi come Pac Man e Dan Aykroyd;
ho visto duri che risolvono problemi alzando muri che abbattono, come ho fatto in Arkanoid.
Nemmeno Freud saprebbe spiegarmi perchè la notte sogno di aumentare le armi,
perché la terra mi pare talmente maligna che in confronto Silent Hill assomiglia a Topolinia.
Io devo scrivere perché sennò sclero, non mi interessa che tu condivida il mio pensiero.
Non cammino sulle nubi come Wonder Boy. Mi credi il messia? Sono problemi tuoi!
(Rit.)
Abiura di me (x3) di me, di me...
Abiura di me (x3) di me, di me...
P.s: per i più giovani, il video è una simpatico omaggio a Tron, un film della Walt Disney dell'82, un capolavoro di computer grafica ai tempi (non si era mai visto nulla di simile prima)
martedì 17 marzo 2009
giovedì 12 marzo 2009
La lista è vita
Chi si ricorda da quale film ho preso in prestito la frase vince un giro sull'autoscontro e uno zucchero filato alla sagra della città (che qui a Mantova dura tipo un mese).
Ad ogni modo, mi capita di tanto in tanto di stilare mentalmente delle liste... quelle classiche, sapete: gli album preferiti, i film più belli visti ultimamente, le città che mi piacerebbe visitare.. e così via.
Ma esiste poi quella che credo sia la "madre di tutte le liste", e ognuno di noi ne ha una: la lista delle cose che amiamo e di quelle che odiamo.
Senza aver pretese di carattere psicologic-scientifico, penso che questa lista sia alla fine un po' la chiave che determina i nostri schemi comportamentali.
E rileggere il nostro elenco di "mi piace/non mi piace" messo giù nero su bianco potrebbe darci un quadro di noi stessi un po' diverso da quello che avevamo in mente prima, chissà.
Io per esempio mi sono scoperto veramente un rompicoglioni, l'avrei mai detto? Forse si ;-)
Forse è impossibile stilare una lista completa, ma qualche pensiero l'ho raccolto...
E ora, a nanna.
Ad ogni modo, mi capita di tanto in tanto di stilare mentalmente delle liste... quelle classiche, sapete: gli album preferiti, i film più belli visti ultimamente, le città che mi piacerebbe visitare.. e così via.
Ma esiste poi quella che credo sia la "madre di tutte le liste", e ognuno di noi ne ha una: la lista delle cose che amiamo e di quelle che odiamo.
Senza aver pretese di carattere psicologic-scientifico, penso che questa lista sia alla fine un po' la chiave che determina i nostri schemi comportamentali.
E rileggere il nostro elenco di "mi piace/non mi piace" messo giù nero su bianco potrebbe darci un quadro di noi stessi un po' diverso da quello che avevamo in mente prima, chissà.
Io per esempio mi sono scoperto veramente un rompicoglioni, l'avrei mai detto? Forse si ;-)
Forse è impossibile stilare una lista completa, ma qualche pensiero l'ho raccolto...
- Mi piace la pasta, e i primi piatti in generale. Molto più dei secondi, e pure più dei dolci. Vivrei di pasta.
- Sono altamente meteopatico, e adoro il sole e il caldo. Il freddo mi piace solo se sono in montagna su una pista da sci, STOP. E cmq solo se c'è il sole.
- Il pesce mi fa vomitare. Credo di essere allergico, visto che quando lo mangio cambio colore come una tv mal sintonizzata. L'unico pesce che mangio è quello che non sa di pesce: il tonno.
- Però, ora che ci penso, forse è senza pizza che non potrei vivere. Inizio ad avere sospetti sulla presenza di sanque partenopeo nelle mie vene.
- I cani di piccola taglia, quelli col cappottino e che abbaiano continuamente con quella loro vocina penetrante, li prenderei tutti a calci. Alla Del Piero che tira un rigore, per intenderci
- Mi stanno sulle palle i cani aggressivi, tipo rotweiller o pitbull. E in linea di massima mi stanno sulle palle anche i loro padroni, che li addestrano per renderli ancora più aggressivi. E non mi vengano a dire i veterinari intervistati dal TG5 che non è vero, che tutti i cani sono uguali e che un pitbull è potenzialmente docile come un labrador, perchè non è vero.
- Coi gatti ho un rapporto ambivalente: un po' sono allergico e un po' la loro schizzinosa aria di indipendenza (fino a quando non devo aprirgli la scatoletta del wiskas) mi va venire voglia di provvedere ad un trattamento "Del Piero" anche nei loro confronti. Poi va a finire che gli faccio le coccole, perchè in fondo sono un tenerone.
- Odio andare a letto presto alla sera, e amerei riuscire svegliarmi prestissimo alla mattina, per vedermi l'alba tutti i giorni. Purtroppo una cosa, nel mio caso, esclude l'altra.
- Amo la musica, credo più della pasta e della pizza, ed è tutto dire. Non riesco proprio a capire chi riesce a farne a meno. Ho sempre studiato e lavorato ascoltando musica, mi aiuta a produrre meglio. Sono come le mucche, che fanno il latte più buono se ascoltano Beethoven. O era Mozart?
- Odio assumere medicinali.
- Amo assumere Jagermeister e Petrus. ;-)
- Odio gli addii
- Non mi piacciono i film horror. Che considerando i miei gusti "letterari" fa un po' strano... (Chi ha detto che me la faccio sotto?! Haha, ehm, ma cosa dite...)
- Ho un rapporto strano col telefono... non lo amo particolarmente. Credo sia un retaggio della mia (antica) timidezza. A volte si tratta solo di rompere il ghiaccio.
- Odio la "mondanità a tutti i costi", quella che più di una volta hanno provato a farmi praticare.
- Amo la compagnia degli amici, ma amo anche potermi ritirare di tanto in tanto nella mia caverna. Vivere un po' di solitudine, di quando in quando, mi permette di "donarmi" meglio poi, una volta ricaricate le batterie emotive.
- Non sopporto chi si piange addosso e non fa niente per cambiare la propria situazione.
- Non sopprto neppure chi è convinto di essere sempre un passo avanti agli altri.
- Non sopporto chi porta gli occhiali da sole alle 5 del pomeriggio a dicembre, quando sono già 2 ore che è buio, solo perchè è fashion.
- Provo profondo rispetto per chi affronta la vita a testa alta, nonostante i problemi, nonostante le difficoltà. Una lezione di dignità che tanti "arrivati" (o che si sentono tali) probabilmente non capirebbero neppure.
- Mi fa ridere chi va a far la spesa con l'auricolare Bluetooth nell'orecchio. Sia quelli che parlano, e si muovono e gesticolano come se avessero il ballo di san vito, mentre stanno solo parlando con l'amministratore del condominio, sia quelli che ce l'hanno semplicemente acceso (con l'odioso led blu che ammicca), e per tutte le 3 ore che passeranno tra il banco della frutta, quello della carta igenica e la cassa, non li chiamerà nessuno.
- Odio quelli che al supermercato fanno i furbi e si intrufolano a metà coda. Se poi hanno l'auricolare bluetooth...
- Trovo ridicolo chi parla sempre e comunque d'affari, o di lavoro, di contatti importanti, di progetti da sviluppare, di quanto le sue idee siano avanti anche quando si è fuori solo per una FOTTUTISSIMA BIRRA.
- Sempre ridicolo chi va in vacanza in posti sempre più esotici, con la scusa che la "sardegna, sai, è tanto noiosa". E quando racconti che ti sei divertito al lago con gli amici ti guarda come se fossi l'ultimo dei coglioni.
- Mi mandano in bestia i lunatici, che un giorno ti salutano col sorriso e il giorno dopo è come se non esistessi, o peggio dimostrano insofferenza solo per il fatto che sei li vicino. E tu non hai fatto nulla. E se glielo fai notare nel giorno sbagliato ti urlano addosso che NON ROMPERE, OGGI VA COSI'. Sai cosa c'è? Che puoi ficcarti la luna dove dico io. Ossequi.
- Odio i camion che in autostrada tagliano le curve, o si buttano in un sorpasso senza mettere la freccia. E mio padre è un camionista (ma lui è bravo, lo so).
- Odio quei dipendenti statali/comunali/provinciali che quando sei li che aspetti il tuo turno perdono tempo parlando della sciatica del collega a casa in malattia
- Non sopporto chi, al bar, chiede i caffè al ginseng macchiati tiepidi con latte non pastorizzato in tazza larga, trasparente, ovale, con cucchiaio alla francese e la brioche integrale con marmellata di mirtilli. Ah dice che è di lamponi. Proprio non ce l'ha ai mirtilli vero? Ecco, mi piacerebbe fare il barista per un giorno, e versare inavvertitamente il bidone dei fondi di caffè in testa a questi scassaminchia.
- Odio le scarpe cosiddette "ballerine". Credo non esista niente di peggio, sul fronte complementi di vestiario femminile. Sono veramente inguardabili.
- Sono sensibile alla gentilezza. E all'ironia.
- Apprezzo, e molto, chi sa ridere un po' di se stesso e delle sue manie.
E ora, a nanna.
venerdì 6 marzo 2009
Arisa e Don Mc Lean. Plagio forse no, però...
... "qualche" somiglianza direi che c'è, non trovate?
Sincerità - Arisa
Starry starry night - Don Mc Lean
Sincerità - Arisa
Starry starry night - Don Mc Lean
lunedì 2 marzo 2009
Il lago di cristallo - The crystal lake (Grandaddy)
Non avrei mai dovuto lasciare il lago di cristallo...
lunedì 23 febbraio 2009
Una nuova colonna sonora
Ho disposto le canzoni in un ideale climax che va dalla dolcezza della prima alla scorpacciata di ultraviolenza del finale (e la copertina qui a fianco è proprio quella del CD dei Municipal Waste, divertentissimi).
- Eagles - I can't tell you why (conosciutissima, e bellissima)
- Dire Straits - Single Handed Sailor (non è stata una delle loro hit, ma davvero un gran pezzo)
- Shirley Bassey & Chris Rea - La passione (colonna sonora di un film sulle Ferrari... molto seventies)
- Tom Waits - Rain Dogs (intro di fisarmonica e una voce calda come poche)
- Gorillaz - Fire coming out of a monkey's head (originale, orecchiabile, e con una 'storia' interessante)
- Tom Morello - Whatever It Takes (Era bravo coi RATM, pure con gli Audioslave, e anche da solo non è male!)
- Eminem - 'Till I collapse (talentuoso, IMHO )
- Kreator - Phobia (Chi aveva apprezzato "Violent revolution" credo si gusterà anche questa :-) )
- Exodus - Scar Spangled Banner (Una delle colonne del thrash USA, con una canzone incazzatissima)
- Municipal Waste - Unleash The Bastards (Un gruppo giovane e con tanta voglia di divertirsi suonando thrash)
sabato 14 febbraio 2009
San Valentino, ottanta anni fa...
1929, Chicago.
Al Capone, il boss di origini italiane, e l'irlandese "Bugs" Moran si contendono il mercato degli alcolici di contrabbando, e più in generale il potere sulla città.
Moran cercherà di eliminare Capone in almeno due occasioni, ma i tentativi andarono a vuoto. Molte furono le morti che comunque insanguinarono le strade della città, su entrambi i fronti. Tanto da spingere i capi delle gang a decidere, ad un certo punto, per una tregua.
La tregua non durò tuttavia molto. Moran, rendendosi conto che la morte dei suoi 3 compagni O'Banion (eliminato da killer prezzolati agli ordini del clan dei Genna), Weiss, e Drucci (ucciso durante uno scontro con la polizia) lo rendeva a tutti gli effetti l'unico e solo leader della gang, decise che era giunto il momento di colpire.
L'uccisione di molti intimi amici, i continui assalti ai suoi magazzini, i furti e gli incendi subiti da parte della gang di "Bugs", spinsero Capone (già nei guai con le forze dell'ordine) sull'orlo della paranoia. Arrivò a circondarsi di ben 15 guardie del corpo. Ammise quasi di essersi pentito di aver lasciato a suo tempo Five Points (il quartiere di New York che lo aveva visto crescere come criminale all'interno della James Street Gang) per trasferirsi a Chicago.
La livello di sopportazione di Capone aveva segnato il limite. Il 14 febbraio 1929, decise di mettere la parola fine al potere di Moran.
Fu Sam Giancana, uomo di fiducia di Al Capone, a dirigere l’operazione, geniale e spietata. In quel giorno Capone si trova a Miami, in Florida (alcune fonti dicono per una vacanza, altri per un interrogatorio)
Due auto, una Cadillac e una Peerless, modificate per assomigliare due auto della polizia, parcheggiarono di fronte ai magazzini della SMC Cartage Company, dove era in corso una riunione dei membri della gang di "Bugs".
Dalle auto scesero gli uomini di Capone e alcuni ex membri dei Egan's Rats. Due erano travestiti da poliziotti, altri indossavano lunghi trench.
Colti di sorpresa, gli uomini di Moran si lasciarono disarmare. Trascinati nel retro del magazzino e allineati contro il muro, furono tutti uccisi a colpi di mitragliatore, con almeno 40 proiettili in corpo ciascuno.
Tra loro avrebbe dovuto esserci anche Moran, ma così non fu. Forse era semplicemente in ritardo, oppure si insospettì alla vista delle due sedan parcheggiate fuori dal magazzino. Fatto sta che Bugs riuscì a sfuggire da quella che viene ricordata con il nome di "strage di San Valentino".
mercoledì 11 febbraio 2009
1873 - [Racconto]
Una brezza leggera mi culla piano,
E sa di terra umida e di granoturco giovane
E di sole caldo, e di foglie profumate.
Forse sto sognando, perchè non so bene dove mi trovo,
Ma qui mi piace, vorrei poterci rimanere per sempre.
Ovunque mi trovi, non mi importa.
Sento l'alito tiepido del vento carezzare le fronde degli alberi
Creando un suono che ricorda la risacca dell'oceano
Ed è come un'illusione dentro un'illusione.
Il mio sguardo spazia fino al limitare dell'orizzonte
E vedo solo campi sconfinati, del colore dell'oro
E nuvole bianche in un cielo talmente azzurro da ferire la vista
Potremmo venire ad abitare qui, sarebbe bellissimo
Questa sera la vedrò, in quel luogo segreto che solo io e lei conosciamo
E le chiederò di sposarmi, e costruiremo una piccola casa proprio su questa collina
Lui non vuole, lo so. Lo capisco da come mi guarda, dal furore che leggo nei suoi occhi
Ma questa notte la porterò via con me, e la proteggerò, sempre
E invecchieremo nella nostra casa circondata da piante da frutto, crescendo i nostri bambini
Mi sembra quasi di sentire il suo profumo, in quest'aria dolce
O forse è il profumo di quei fiori rossi,
Sbocciati laggiù, vicino alla strada di terra battuta, tra le pietre e i sassi.
Tra un po' mi incamminerò, ma ancora per qualche minuto
Voglio godermi questo sole caldo
E lasciarmi cullare,piano, dalla brezza leggera.
M.L. (1850-1873), fu ucciso con una impiccagione sommaria per mano di alcuni soggetti vicini alla poco limpida figura del reverendo J.W.
Le cronache dell'epoca raccontano di una storia d'amore nata tra il ragazzo e la giovane S.M., nipote (anche se taluni ritenevano fosse in realtà la figlia) proprio del reverendo.
Al tempo correvano voci, mai totalmente confermate, sulle "particolari" attenzioni che il reverendo avrebbe riservato alla ragazza, che con lui viveva fin dalla tenera età nella casa a fianco della chiesa.
Tre giorni dopo la morte del giovane, poco prima della celebrazione della messa domenicale, un'anziana signora scoprì il cadavere della ragazza ai piedi dell'altare. Al suo fianco, i cocci di vetro con i quali si era tagliata le vene, e una lettera per un ragazzo che amava.
E sa di terra umida e di granoturco giovane
E di sole caldo, e di foglie profumate.
Forse sto sognando, perchè non so bene dove mi trovo,
Ma qui mi piace, vorrei poterci rimanere per sempre.
Ovunque mi trovi, non mi importa.
Sento l'alito tiepido del vento carezzare le fronde degli alberi
Creando un suono che ricorda la risacca dell'oceano
Ed è come un'illusione dentro un'illusione.
Il mio sguardo spazia fino al limitare dell'orizzonte
E vedo solo campi sconfinati, del colore dell'oro
E nuvole bianche in un cielo talmente azzurro da ferire la vista
Potremmo venire ad abitare qui, sarebbe bellissimo
Questa sera la vedrò, in quel luogo segreto che solo io e lei conosciamo
E le chiederò di sposarmi, e costruiremo una piccola casa proprio su questa collina
Lui non vuole, lo so. Lo capisco da come mi guarda, dal furore che leggo nei suoi occhi
Ma questa notte la porterò via con me, e la proteggerò, sempre
E invecchieremo nella nostra casa circondata da piante da frutto, crescendo i nostri bambini
Mi sembra quasi di sentire il suo profumo, in quest'aria dolce
O forse è il profumo di quei fiori rossi,
Sbocciati laggiù, vicino alla strada di terra battuta, tra le pietre e i sassi.
Tra un po' mi incamminerò, ma ancora per qualche minuto
Voglio godermi questo sole caldo
E lasciarmi cullare,piano, dalla brezza leggera.
M.L. (1850-1873), fu ucciso con una impiccagione sommaria per mano di alcuni soggetti vicini alla poco limpida figura del reverendo J.W.
Le cronache dell'epoca raccontano di una storia d'amore nata tra il ragazzo e la giovane S.M., nipote (anche se taluni ritenevano fosse in realtà la figlia) proprio del reverendo.
Al tempo correvano voci, mai totalmente confermate, sulle "particolari" attenzioni che il reverendo avrebbe riservato alla ragazza, che con lui viveva fin dalla tenera età nella casa a fianco della chiesa.
Tre giorni dopo la morte del giovane, poco prima della celebrazione della messa domenicale, un'anziana signora scoprì il cadavere della ragazza ai piedi dell'altare. Al suo fianco, i cocci di vetro con i quali si era tagliata le vene, e una lettera per un ragazzo che amava.
giovedì 22 gennaio 2009
Sensazionale: un cieco entrerà nella casa del Grande Fratello...
...sempre che riesca a trovare la porta, naturalmente.
venerdì 16 gennaio 2009
Requiem for a Dream...
Droga, solitudine, disillusione, amore corrotto, depravazione, pazzia...
Ho appena finito di vedere questo film del 2000, di Darren Aronofsky.... un film duro, a tratti surreale, amaro come pochi, con regia, fotografia e montaggio azzeccatissimi.
Secondo i miei abituali canoni, un film da consigliare.
Tuttavia mi ha lasciato addosso una cappa di tristezza notevole, una sorta di peso sul cuore che mi costringe a mettere in guardia chi avesse voglia di avvicinarsi a questo film. Merita, davvero... ma non guardatelo se siete un po' giù o se siete siete altamente sensibili o empatici, potrebbe sotterrarvi.
Ho appena finito di vedere questo film del 2000, di Darren Aronofsky.... un film duro, a tratti surreale, amaro come pochi, con regia, fotografia e montaggio azzeccatissimi.
Secondo i miei abituali canoni, un film da consigliare.
Tuttavia mi ha lasciato addosso una cappa di tristezza notevole, una sorta di peso sul cuore che mi costringe a mettere in guardia chi avesse voglia di avvicinarsi a questo film. Merita, davvero... ma non guardatelo se siete un po' giù o se siete siete altamente sensibili o empatici, potrebbe sotterrarvi.
martedì 13 gennaio 2009
Il primo post dell'anno...
...è solito tracciare le linee guida per tutti i post che seguiranno, ecco perchè deve essere ragionato, profondo, esporre concetti con sagacia, in modo semplice ed elegante allo stesso tempo.
So che pendete dalle mie labbra, in attesa che il mio verbo porti un brivido vitale ai vostri cervelletti atrofici assetati di sapienza. E non vi deluderò amici miei, non vi deluderò.
E dopo questa overdose di saggezza, fatemi andare a riposare. Mi ringrazierete a tempo debito...
So che pendete dalle mie labbra, in attesa che il mio verbo porti un brivido vitale ai vostri cervelletti atrofici assetati di sapienza. E non vi deluderò amici miei, non vi deluderò.
E dopo questa overdose di saggezza, fatemi andare a riposare. Mi ringrazierete a tempo debito...
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