sabato 28 novembre 2009

Sul comodino, nel lettore mp3, e in quello dei dvd

Sul comodino (Letti, da iniziare e in lettura...)

Addio alle armi - Ernest Hemingway
E' una storia di amore e di guerra, ambientata sul fronte italiano negli anni della seconda guerra mondiale. Hemingway come al suo solito crea personaggi fortemente idealizzati e in qualche modo stereotipati, ma allo stesso tempo tremendamente umani e veri. Un racconto appassionato e pessimista (o realista?), dove solo l'amore sembra portare quel poco di speranza che permette al protagonista di andare avanti. Ma anche la felicità, raggiunta a caro prezzo, non durerà a lungo. Se siete giù, non leggetelo. Però è molto bello.

54 - Wu ming
Guerra fredda, stelle di hollywood e servizi segreti, l'Italia del dopoguerra, prima del boom economico. Bellissimo. Questi scrittori emiliani hanno uno stile che mi piace proprio... Se non vi spaventano i libri più spessi di un centimetro, vale la pena dare una letta i loro romanzi.

Matilde e i suoi tre padri - Emilio clementi
Laura e Arturo vogliono cambiare il mondo, insieme, vogliono fuggire: direzione West Coast. Lì, fra le maglie del sogno americano, viene concepita Matilde. Devo ancora iniziarlo ma mi incuriosisce :-)

Sogno di una notte di mezza estate - Shakespeare
Due giovani ateniesi, Lisandro e Demetrio, sono entrambi innamorati della stessa donna, Ermia; quest'ultima ama Lisandro, mentre la sua amica Elena è innamorata di Demetrio. Ma il padre di Ermia... I soliti casini insomma, però raccontati dal Bardo, con la solita eleganza e ironia.

Il grande nulla - James Ellroy
Los Angeles, anni Cinquanta. Mal è a caccia di comunisti, Danny si danna l'anima per catturare il maniaco che sta facendo strage di omosessuali, e Buzz, dopo anni di droga, inizia a vendere a caro prezzo informazioni molto particolari... non credo di dover aggiungere altro ;-)

Guerreros - William Gibson
Non si avvicina a Il Neuromante (favoloso), e non vuole neppure provarci. Ma il padre del Cyberpunk ha ancora parecchie carte da giocare, e le gioca bene quasi fino alla fine, dove un po' , a mio avviso, si perde. Ma Guerreros rimane comunque un buon libro. Il nuovo Gibson legge nelle trame del nostro contemporaneo quel futuro che in realtà è già presente, utilizza i concetti di realtà aumentata e geohacking, un po' di misticismo afro-cino-cubano, traffico d'armi e agenti segreti stanchi e ribelli, per raccontare una storia inusuale e intrigante. E riesce ancora ad essere abbastanza Cyberpunk, quale che sia la nuova accezione del termine se riportata ai giorni nostri. Perchè in pochi anni noi stessi siamo già diventati un po' Cyberpunk come certi protagonisti dei primi romanzi del genere (anni '80): scriviamo su diari digitali, pubblichiamo foto su myspace e video su youtube, giochiamo in rete impersonando soldati o guerrieri o piloti, abbiamo avatar, video-chattiamo con persone che abitano dall'altra parte del pianeta, utilizziamo cellulari (ovvero micro telefoni portatili senza fili sempre collegati al mondo e alla RETE) per sapere dove ci troviamo e per ascoltare musica e per scattare foto, e non ci stupiamo più se anche nostra nonna sa cos'è un megabyte. Se non è Cyberpunk questo...


Nel lettore mp3

Tom Waits - Glitter and Doom (link)
Devildriver - Pray for villains (link)
Them crooked vultures - Omonimo (link)
Cherry popping daddies - Zoot suit riot (link)
Big bad voodoo daddy - Americana deluxe (link)
Slayer - Christ illusion (link)
Megadeth - Endgame (link)
Eagles - Hell freezes over (link)
Ac/Dc - Ballbreaker (link)
Dire Straits - On every streets (link)
Joni Mitchell - Travelogue (link)
Muse - The resistance (link)
Billy Joel - The stranger (link)
Nevermore - The godless endeavor (link)
John Fogerty - Deja vu all over again (link)



Nel lettore dvd

Batman - Il cavaliere oscuro
Un bellissimo film che accidentalmente ha un supereroe come protagosista. Nero come la pece.

Wall-e
Un altro capolavoro targato Pixar. Se qualcuno poteva creare una stora d'amore credibile tra due pezzi di ferro, sono proprio quelli della Pixar.

The wathcmen

Discorso simile a quello fatto per "Il cavaliere oscuro", un film che mi ha sopreso. Non è sicuramente un film per ragazzini.

Il viale del tramonto
A mio parere (e non solo il mio, viste le nomination all'oscar guadagnate nel 1951) un vero capolavoro. Un cadavere racconta come è finito nella piscina di una villa di Hollywood, ed è già un ottimo inizio. Un omaggio al cinema del passato, del muto, quello Von Stroheim, di Cecil de Mille e di Gloria Swanson (la bellissima attrice fotografata da Steichen), tutti ospiti d'eccezione nella pellicola di Wilder.

Cash
Una specie di "Ocean's eleven" in salsa francese... decisamente godibile. Un film francese che non eccede con l'humor (chiamiamolo ocosì) francese, forse è per questo che mi è piaciuto. ;-)

The tracker
Una produzione semindipendente Australiana. 1922. Un aborigeno viene utilizzato come guida dallo sceriffo e da due aiutanti per scovare un altro aborigeno, accusato di aver violentato una bianca, che si nasconde nelle pieghe del deserto australiano. Molto bello, e altrettanto devo dire della colonna sonora di Archie Roach

The international

Traffico d'armi e intrighi finaziari che coinvolgono importanti banche. Niente di straoriginale, ma è un film divertente e ben fatto, e la location prevalentemente europea lo rende diverso dal solito. Divertente la parodia (involontaria?) dei comizi di forza italia ;-)

La banda Baader Meinhof

Perchè gli anni di piombo ci sono stati anche in germania. Interessante, racconta una parte di storia recente che proprio non conoscevo.

La grande fuga
Un grande film di guerra, uno dei miei preferiti. La corsa in moto di Steve McQueen tra le verdi colline germaniche vale da sola il prezzo del dvd :-)

Grindhouse - Planet terror
Robert Rodriguez, pupillo di Tarantino, ha creato un b-movie doc, con belle ragazze, tante armi, virus che trasformano tutti in zombie cannibali e tanto, tanto sangue. E parecchia (auto)ironia. Questa volta l'allievo ha superato il maestro, che con "A prova di morte" (uscito in contemporanea al cinema) mi ha personalmente parecchio deluso. Meno male che si è rifatto con Inglorious basterds.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Un capolavoro italiano, del 70, con un Gian Maria Volontè che mette i brividi. La colonna sonora (di Morricone) è splendida.

Oxford murders
Una sorta di Cluedo decisamente ben orchestrato dal regista, dove è l'analisi "logica" dei simboli lasciati dall'assassino, a guidare il protagonista verso la verità. Non banale.

Radio days
Un film nostalgico sull'america degli anni 50, vista dagli occhi di un ragazzino innamorato della radio e dei protagonisti che la popolavano. Un po' una autobiografia romanzata del regista stesso, un po' un omaggio spassionato a quel periodo.

L'onda (Die welle)

Un bel film tedesco. La storia è semplice, ma a mio parere non per forza raccontata in modo semplicistico. L'ossessione per l'appartenenza ad un gruppo, l'esaltazione, il totalitarismo, la violenza. E tutto è partito da una lezione, un test, in una scuola superiore.

Andata e ritorno

Finalmente una commedia italiana ben fatta e divertente. Non vi dico nulla della trama ma fidatevi. (e grazie per la dritta a Curlyz, la DIVORATRICE di film sconosciuti al pubblico ;-) )

The experiment

L'essere umano è debole e feroce, e in condizioni di forte stress psicofisico (pilotato o meno) tutto ciò che di marcio vi alberga dentro tende ad uscirne, con risultati putroppo prevedibili.

Scoop
Cosa succede quando un giornalista è così attaccato ad una notizia, tanto che neppure da morto desiste (in forma di fantasma) dal cercare lo scoop? Vuole smascherare un serial Killer, e la bella (e un po' ingenua) aspirante giornalista - Scarlett Johansson - gli darà una mano. Uno dei film più spassosi che mi siano passati sul lettore ultimamente.

venerdì 20 novembre 2009

Due alberi d'argento

Decisioni difficili da prendere, dure.
Decisioni che si sommano ad altre decisioni. Una somma di incertezze che diventa caos.
Mi chiedo se lo farò, questo passo. Probabilmente è un si, ma bruciare tutti i ponti alle mie spalle è doloroso, forse pericoloso.
Potevo continuare su questa strada, che mi ha dato soddisfazioni e delusioni, ma mai vere sofferenze.
E mi sembra di fargli un torto, a questa strada. Fare un torto a me stesso e a tutto quello che sono stato per più di 10 anni
A quello che ho costruito con le mie forze nel tempo, di giorno e di notte, i sabati, le domeniche... con passione, sempre.
L'emotività sta togliendo ossigeno al cervello, devo prendere fiato.
Mi chiedo se non sono semplicemente un egoista, disposto a sacrificare una parte di me per.. non so bene ancora cosa.

"You can fall for pretty strangers, and the promises they hold" (Romeo and Juliet, dIRE sTRAITS)

Se mi fermo a ragionare, so che probabilmente è il passo giusto da compiere, e dovrei ritenermi anzi fortunato per il fatto che mi venga data questa possibilità... ma se così è, come mai che la vivo così male? E' sesto senso? E' paura? O sono solo paranoie di uno che come me ragiona sempre troppo, nonostante il cervello non sia propriamente un cavallo da corsa?

Coricato sul letto, chiudo gli occhi e cerco di svuotare la mente, di allontanare paure, gelosie feroci e passioni soffocate, anche quella malinconia di fondo che da sempre mi accompagna e che so far parte di me più di quanto vorrei.
Il pensiero vola a cieli azzurri e deserti polverosi, chissà se li vedrò mai?







lunedì 16 novembre 2009

Promemoria

Scrivermi su un foglio di carta un elenco dei "to-do" è una cosa che ho imparato a fare relativamente tardi. Prima vivevo nell'illusione che il mio cervello riuscisse ad immagazzinare tutte le cose da fare, da ricordarsi, i progetti a medio e lungo termine  - sia lavorativi che non - e mi permettesse di organizzarle tutte senza problemi lungo timeline settimanale, mensile, ecc.

Probabilmente ho dato troppo credito al mio cervello, e troppo a lungo. Fatto sta che ora scrivere l'elenco delle cose da fare (e barrarle con gusto quando sono fatte) è diventato l'unico metodo sicuro per essere certo di non perdermi per strada. E sarà contenta mia mamma, che fin da piccolo mi ripeteva sempre "Scrivi!! Che se no poi ti dimentichi". Aveva ragione (dannazione!!!).

Questo domani magari me lo scrivo su carta.

- Urgente! Dare inizio al Piano B. La strada davanti a me è diventata troppo stretta e l'asfalto ha troppe buche, è arrivato il momento di cambiare rotta. Non sarà indolore, purtroppo, ma cuore muscoli e cervello mi dicono che va fatto. E poi, ogni tanto, bisogna dare una scossa alla propria vita no?

- A Roma a Dicembre: decidere una data

- Imparare a cucinare qualcosa di più complicato di wurstel al burro. Anche una pasta asciutta non troppo scotta va bene, per iniziare.

- Riprendere a fare un po' di esercizio fisico. Se il corpo è un tempio, il mio ultimamente è un po' come il partenone: un restauro non gli farebbe male.

- A Colonia a Gennaio per la mostra di design. Birra e design, ottimo binomio.

- Riempire la casa di quelle cose che la qualificano come tale (letto, cucina e box doccia).

- Ricordarsi di fare quel furto alla banca in centro. La maschera di Nixon ce l'ho.

- Riprendere a disegnare/progettare. Ho (ri)scoperto che mi rilassa, quando non è per lavoro.

- Vacanza oltre oceano (aprirò un altro mutuo per poterla fare). California, New Mexico ecc... O New York? Oppure il Canada, o i grandi parchi. Mi dicono che da quelle parti il risotto coi cordyceps lo fanno da dio. 

- Leggere qualche libro di quelli che tanti mi consigliano e io non leggo mai perchè sono un testone. Tipo la biografia di Mao con prefazione di Woody Allen.

- Ascoltare tutti quei dischi che ho archiviato nell'hard-disk esterno e che non ho ancora trovato il tempo&mood per sentire.

- Iniziare a fotografare. Intendo con qualcosa di più professionale di un cellulare. Mi va bene anche una Kodak Fun usata.

- Comprare una tastiera da 70 euro alla Feltrinelli e imparare a suonare il pianoforte scaricando tutorial da internet. E qui siamo alla fantascienza.

venerdì 6 novembre 2009

Pensieri sparsi

 Sto entrando in letargo? Ultimamente non riesco a guardare un film senza addormentarmi a metà... ok che iniziare a guardarli alle 11 non aiuta, però mi secca. D'estate mi devo forzare ad andare a nanna all'una solo perchè alle 7 poi la sveglia suona, altrimenti leggerei e guarderei film fino forse alle 4! Ah quanto mi piace l'estate.
 

Non so quanto durerò stasera, ma considerando che ieri sera sono tornato da Milano - dove ero andato a vedere un concerto - alle 2 di notte, credo non molto. Se tra qualche riga doveste leggere qualcosa tipo "sdkwqewxshk" non preoccupatevi, è che ho scapocciato sulla tastiera.

 

Tisana bollente e un disco di Joni Mitchell, un giusto contrappeso per la serata di ieri (Amorphis e una quantità spropositata di Jack Daniels versato dalla scriteriata -o generosa- barista del locale).

Intanto all tv (accesa col volume a zero) danno Spiderman... non sono un fan del genere supereoistico ma questo film m'è piaciuto parecchio, ricordo che l'avevo visto al cinema.

 

Quando sono stanco e ho sonno, qundi come adesso, il mio cervello tende a organizzare e a passare in rassegna pensieri e riflessioni in modalità più o meno random. Ad esempio:

 

Che senso hanno le biciclette elettriche?! Ok, la stragrande maggioranza delle persone usa bici vere, ma nell'ultimo periodo, dalle mie parti, ho notato un drastico aumento nell'utilizzo di quegli aborti a due ruote che a) sono bruttissime da vedere b) di sicuro non aiutano a restare in forma e c) in termini di velocità non vanno molto più forte di una bicicletta standard portata ad andatura normale.

Il target di riferimento, forse è scritto anche sul manuale di istruzioni, è UNTENTE SOVRAPPESO SVOGLIATO SENZA LA BENCHE' MINIMA OMBRA DI GUSTO. Ma forse non è neppure scritto, uno svogliato non lo leggerebbe, gli danno un cd registrato. No, gli danno addirittura un lettore col cd dentro che parte da solo in prossimità di un utente sovrappeso svogliato senza gusto, così non devono fare neppure la fatica di premere play. Si sa mai che si rompano una falange nello sforzo!

 

Ok, lo dico: ho comprato casa. Un appartamento in una vecchia casa di campagna ristrutturata, che a dirla così fa sicuramente più figo di quello che è, ma a me piace parecchio. 

Deve essere per quello che a settembre, prima del rogito, dormivo 4 ore a notte.

A parte il mututo AD AETERNUM stipulato, l'unico problema che vedo al momento è il ragazzino-scimmia-urlatrice che vive nell'appartamento di fronte. Ad ogni modo, una banana alla stricnina e tutto risolto.

Ora la casa è vuota, come pure il portafoglio. Più avanti, spero il prima possibile, farò qualche lavoro di muratura e poi inizierò a pensare concretamente a cucina, camera da letto, ecc., visto che al momento ho solo preventivi. Oppure risolvo tutto con un materasso ikea e un cucinino da campo :-) E cmq all'Ikea ci devo andare, perchè sono 2 mesi che in ufficio mi si sono bruciate tre lampadine che hanno solo loro e che i maledetti non vendono online!

 

Vorrei vedere i miei più rilassati. Economicamente e lavorativamente non è un bel momento, all'orizzonte non ci sono prospettive rosee e mi devasta vederli così pensierosi...alla loro età dovrebbero raccogliere solo frutti e invece sono li che ancora sono costretti a seminare. Ma la terra è secca e arida. E vorrei fare di più.

 

Rimanendo nell'ambito delle metafore botaniche, più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto sia importante innaffiare. Innaffiare ogni passione, ogni rapporto che allacciamo, ogni desiderio, perchè per crescere e vivere il più possibile (visto che l'eterno pare non essere contemplato) hanno bisogno di impegno, e attenzioni, e cure. Poi alcuni rami secchi li si può anche tagliare eh (vedi qualche post fa, sull'"amicizia"), in teoria ne trarranno giovamento gli altri.

Sarà l'ora, ma mi sento molto zen a scrivere queste fesserie. E comunque il mio ficus non sta benissimo. 

 

Ieri sera, al concerto, un tizio con i capelli lunghi quasi a metà gamba e di nero vestito (non che la gamma cromatica media ad un concerto metal sia tanto più ampia del nero/grigio/rosso sangue/al massimo blue-denim), ha scatenato la mia ilarità per il fatto che indossava delle scenograficissime lenti a contatto bianche. Io capisco la moda, capisco che da buon metallaro devi mettercela tutta per sembrare cupo, pericoloso  e quant'altro, capisco gli anfibi al ginocchio e le ragazze vestite con corpetti e pizzo e spalle scoperte a novembre, capisco anche il cicciobombo imbolsito e calvo che si aggirava con passo gommoso per il locale col pastrano 'a la Matrix lungo fino ai piedi.

Ma tu, "ragazzo" quasi quarantenne con le lenti a contatto bianche, piccolo vampiro mancato, sembravi veramente un pistola.

Anche perchè, con tutto il tempo che sei stato al cellulare a scrivere quel messaggio (circa 3 canzoni), il dubbio che con quelle lenti tu non ci vedessi proprio un cazzo è venuto a più di una persona.

 

Più avanti scriverò un post sugli ultimi film visti, ma questo mi preme consigliarlo in anteprima: Inglorious Basterds di Tarantino. Si lo so che ormai è uscito dalle sale e il consiglio arrivo in ritardo, ma appena esce in DVD il mio consiglio è quello di andare di corsa a comprarlo od affittarlo, merita davvero. E no, non è per "Tarantino fans only". Un caro amico che a cultura cinematografica è fermo a Ben Hur è andato a vederlo su mio consiglio ed è uscito dal cinema entusiasta. Avrebbe aggiunto solo una corsa con le bighe ma vabbè, son gusti. Il monologo iniziale vale da solo il prezzo del biglietto.

 

"skeoic eorij òceotr còwoertwieurt lcwkfeskfjd"

domenica 1 novembre 2009

I tumulti "Zoot Suit" - Los Angeles, 1943

zoot-suitIl termine "Zoot suit" indica un tipo d'abbigliamento in voga negli stati uniti nel decennio 1930/1940, indossato principalmente da messicani ("pachucos"), portoricani, italiani e afroamericani.
Eleganti scarpe francesi a punta, solitamente bianche e nere, pantaloni larghi e a vita alta stretti in cintura, giacche molto lunghe e spesso con spalline imbottite, cappello a larghe tese con piuma ornamentale e una lunghissima catena per orologio da taschino che partiva dalla cintura e arrivava fino e oltre il ginocchio.

Una moda nata, si dice, nell'ambiente jazz della Harlem nera verso la fine degli anni 30, per poi diffondersi presso i giovani messicani americani e altre minoranze.


Per intenderci, sono gli abiti che indossavano i cattivi delle novels di Dick Tracy, così come i personaggi di film come The Mask. Probabilmente l'associazione "Zoot-suit/Malavita" è proprio dovuta alla diffusione di quella moda all'interno delle minoranze etcniche dell'America di allora, visto che storicamente il malaffare è proprio in quegli ambienti sociali che tende a svilupparsi.

La foto che vedete qui a fianco, che testimonia comunque la diffusione anche nell'ambiente musicale, è quella di un giovanissimo Cab Calloway in un completo Zoot candido.

Nel 1943, in piena seconda guerra mondiale, una serie di tumulti scoppiati a Los Angeles prese il nome di "Zoot suits riot". Gli scontri, anche molto violenti (ci scappò più di qualche morto) furono tra marinai e marines bianchi di stanza in quella città e i giovani pachucos messicani-americani, ma vennero prese di mira alche le altre minoranze, giusto per non scontentare nessuno.

Quegli abiti lussuosi, portati per le vie dalla città dai già non ben visti pachucos, sembravano agli occhi di quei marines un affronto alla patria e alle difficoltà economiche che il paese stava passando a causa della grande guerra.
Questo mix di patriottiche intenzioni e razzismo ha portato all'esplosione della "Zoot Suit Riot". Ronde di marines entravano nelle case, nei locali e nei cinema frequentati da messicani, neri e filippini, per trascinarli in strada e malmenarli "with a sadistic frenzy", come racconta un testimone oculare - un giornalista - dell'epoca.

I giornali incolpavano i pachucos e la polizia se ne stava con le mani in mano, fino a quando l'esercito stesso, per fermare una situazione che stava diventando sempre meno controllabile, decise di confinare tutti i militari nelle caserme e rendere Los Angeles una zona off-limits. Ciò nonostante, l'esercito definì la posizione dei marinai coinvolti nei tumulti come di "autodifesa".

Ho scoperto questa  storia dopo aver ascoltato qualche tempo fa la canzone "Zoot suits riot" dei Cherry Popping Daddies, una band che rispolvera le sonorità tipiche dello swing tra gli anni 30 e i 50.
Il testo della canzone mi aveva incuriosito e ho quindi cercato di scoprire qualcosa di più.

Chi è che sussurra tra gli alberi?
Sono due marinai e sono in congedo
Tubi, catene e fendenti,
Chi è il tuo paparino? Sono io.








p.s: si ringrazia sentitamente wikipedia e qualche altro sito che adesso non ricordo.

p.p.s: Questi Cherry Popping Daddies sono davvero bravini, ma se vi piace il genere c'è un altro gruppo veramente in gamba, e musicalmente secondo me anche più raffinato: si chiamano Big bad voodoo daddy (si, daddy anche loro, deve essere una mania).

Questo è un pezzo tratto da Americana, il loro primo album se non sbaglio. Ottima musica e un video divertente ;-)

Mr. Pinstripe Suit - Big bad voodoo daddies

domenica 25 ottobre 2009

Begin the beguine - Cole Porter (Traduzione e video dal film De-Lovely)

Begin the beguine è una canzone di Cole Porter, composta al piano dell'Hotel Ritz di Parigi nel 1935.

L'avevo sentita anni fa, non è che perle del genere le passino molto spesso per radio, e l'ho fortunatamente riscoperta guardando uno dei film più belli che siano capitati sul mio lettore dvd negli ultimi anni: "De-Lovely", una sorta di biopic sull'artista, che ricorda un po' - per l'espediente narrativo usato - il "Canto di Natale" di Dickens.

Un film stupendo, con tanta musica anche se non è propriamente un musical, due attori strepitosi (fantastico Kevin Kline e splendida Ashley Judd) e zeppo di "ospiti" che omaggiano l'opera di Porter intepretando in modo originale e fresco le sue canzoni senza stravolgerle.

Qui sotto trovate il video dell'interpretazione di Sheryl Crow di quella canzone, e sotto il testo tradotto. Non credo di aver mai sentito un testo più dolce e struggente di questo, quindi se ultimamente vi sentite emotivamente fragili, probabilmente questa è una tra le canzoni meno adatte a risollevarvi il morale.

Poi se siete scemi come me, potete leggere e ascoltare comunque la canzone (e rileggere, e riascoltarla di nuovo), ma non mi ritengo responsabile per eventuali tracolli emozionali.







Begin the beguine

Composer: Cole Porter - Singer: Sheryl Crow

Quando iniziano a suonare la beguine
mi torna alla mente il suono di una musica tenera,
mi torna alla mente una notte di splendore tropicale,
mi torna alla mente una memoria eterna.

sono con te ancora una volta sotto le stelle,
e giù alla spiaggia un'orchestra sta suonando
e anche le palme sembrano stiano ondeggiando
quando loro iniziano la beguine

E vivere di nuovo il passato è difficile
tranne quando quella musica stringe il mio cuore,
e noi siamo là, a giurarci amore per sempre,
e a prometterci che mai, mai ci lasceremo

che momenti divini, che estasi serena,
fino a quando le nuvole arrivarono a dissolvere le gioie che avevamo provato
ed ora, quando io sento persone maledire un opportunità sprecata,
capisco fin troppo bene ciò che intendono dire

quindi, non lasciare che inizino la beguine,
di anni d'amore, che una volta era un fuoco, rimanere una brace;
lasciali dormire come i desideri morti di cui mi rimane solo il ricordo
quando inizia la beguine.

oh sì, lascia che inizino la beguine, lasciali suonare,
fin che le stelle che erano là sopra tornino su di te
fino a bisbigliare a me una volta di più, "caro io ti amo!"
e noi improvvisamente sapremo di essere in paradiso,
quando inizieranno la beguine
quando inizieranno la beguine.



Testo originale


When they begin the beguine
it brings back the sound of music so tender
it brings back a night of tropical splendor
it brings back a memory of green

I'm with you once more under the stars
and down by the shore
an orchestras playing
and even the palms seem to be swaying
when they begin the beguine

to live it again is past all endeavor
except when that tune clutches my heart
and there we are swearing to love forever
and promising never never to part

a moments divine what rapture serene
to clouds came along to disperse the joys we had tasted
and now when I hear people curse the chance that was wasted
I know but too well what they mean

so dont let them begin the beguine
let the love that was once a fire
remain an ember
let it sleep like the dead desire I only remember
when they begin the beguine

oh yes let them begin the beguine
make them play
til the stars that were there before
return above you
till you whisper to me
once more darling I love you
and we suddenly know what heaven we're in
when they begin the beguine

giovedì 22 ottobre 2009

Signore e signori, la cena è servita

Nonostante non ami particolarmente la vita "mondana", capita di quando in quando che qualcuno riesca ad incastrarmi e a convincermi a partecipare  ad eventi che, solitamente, tendo ad evitare come la peste.

Eventi tipo "Hei ragazzi, ci troviamo tutti davanti al lounge-chillout-sushi-bar in centro a Verona, e poi dritti al locale di Alby che fa un mojito che è una favola, ed è pieno di bella gente. Una volta un tizio mi ha raccontato che ha visto il cugino di secondo grado del cognato di Vieri, giuro! E c'è pure la foto di Corona autografata appesa alla parete!"


Non è incredibile? Corona sa scrivere...


Ecco, di solito ste serate le evito, perchè qualcosa mi dice che potrei finire con l'esaurire tutte le mie scorte di savoir-faire prima delle 10...

Bene, qualche giorno fa una vecchia amica e collaboratrice mi ha convinto ad andare a questa favolosa cena organizzata in un ristorante abbastanza rinomato, in compagnia di ospiti vip e special guests altrettanto vip.

Come ha fatto ad incastrarmi questa amica? Adottando la tecnica del "non ti dico tutto subito, preferisco prenderti alle spalle".

  • Mossa nr 1: mi ha detto che la cena serviva a raccogliere fondi per una battaglia a sfondo ecologico che sta portando avanti con la sua cara amica VIP made in usa.

  • Mossa nr 2: ha taciuto il fatto che si trattava di una cena vegan.


Per chi non lo conoscesse, ecco il significato di vegan, tratto da wikipedia.

Il termine veganismo (più raramente detto vegetalianismo) indica una dieta e uno stile di vita che esclude l'uso di prodotti di origine animale come cibo e per qualsiasi altro scopo. Gli aderenti (detti vegani o, con prestito dalla lingua inglese, vegan) rifiutano quindi non solo di nutrirsi di carne e pesce, come i vegetariani, ma anche di latte, latticini, uova e derivati, nonché di acquistare e usare prodotti di qualsiasi genere la cui realizzazione implichi lo sfruttamento diretto di animali.


Quindi se pensavate che stessi parlando dei cattivi di Altas Ufo Robot, ora sapete che vi eravate sbagliati.

Ora, io non ho assolutamente nulla contro i Vegan, così come non ho nulla contro i testimoni di Geova o contro i venditori porta a porta di spazzole per scarpe, ma l'idea di una intera cena a base di erba e foglie non che mi allettasse tantissimo.
La mia amica, oltre al sapermi (e accettarmi) carnivoro devoto, deve aver notato l'espressione sorpresa e sensibilmente schifata della mia faccia, ed subito corsa a ripari elencando una ad una tutte le voci del menù.


E i nomi dei piatti erano effettivamente interessanti: ics in salsa di ipsilon, alfa al profumo di gamma, zeta con ripieno di kappa e contorno di beta saltate al forno.

Forse non sarebbe stato così male.

Arriva il giorno del ricevimento, recupero il completo da latifondista sudamericano, e mi dirigo in auto verso il locale... avevo una fame da lupi, dato che al lavoro non ero riuscito a fare neppure 10 minuti di pausa pranzo.
E intanto che guidavo pensavo: in quell'enoteca ristorante si è sempre mangiato bene... salumi, vini e formaggi da bava alla bocca fino a 3 giorni dopo la degustazione. Certo, ci andavo a mangiare bacche e radici, ma mi convincevo sempre più che sarebbero state bacche e radici buonissime.

Ah che stolto, ah che artista dell'autoillusionismo!

Entrare nei dettagli è inutile, riassumerò quindi solo per sommi capi quella che non esito a definire "la madre di tutte le cene di merda".

1 - Il servizio: tra i peggiori mai visti. L'antipasto è arrivato circa un'ora dopo l'inizio ufficiale della cena, e abbiamo dovuto chiedere ben 3 volte che ci fosse portato quantomeno qualcosa da bere.

L'ordine delle pietanze sul menù era puramente indicativo, perchè lo stato confusionale nel quale si trovavano tutti i camerieri unito ad una molto probabile "ubriacatura di gruppo" avvenuta nelle cucine ha fatto si che i tre primi e i tre secondi diventassero qualcosa tipo "primo-secondo-primo-primo-secondo-sorbetto-secondo".

Secondo me il dolce è arrivato per ultimo solo perchè l'avevano perso.


2 - La qualità dei vini proposti era ignobile. Dopo le pressanti richieste (e sbuffavano, poveri camerieri confusi) ci hanno portato quello che che in origine doveva essere un semplice bianco frizzante e leggero, ma che si è rivelato invece solo vino vecchio e ormai marsalato.
Speravo di rifarmi col rosso. Hanno portato tre bottiglie con etichetta diversa, ma la raffineria dalla quale provenivano doveva essere la stessa... e anche la partita di polvere colorante, scricchiolava sui denti allo stesso identico modo.

3 - Il cibo: come non menzionare il cibo? Impossibile. Il mio primo pensiero, ma anche il secondo, il terzo, ecc, è stato "Dio mio come diamine si fa a mangiare questa roba?". E sostituite pure diamine con qualcosa di meno cinematografico.

Non entrerò in merito sul fatto che trovo il credo vegan abbastanza senza senso, sia dal punto di vista filo-logico che alimentare (non siamo conigli dai, il nostro corpo non può vivere solo di erba, alghe, prugne secche, prosciutto di soia, bistecche di soia, spaghetti di soia, gelato di soia...).


Ma tornando alla cena, il fatto puro è semplice è che ad eccezione dei dolci, non c'era nulla di lontanamente commestibile in tutto il menù.

Cibo insipido, spesso acidulo, mai caldo ma neppure freddo. I pomodori avevano lo stesso sapore del riso che aveva lo stesso sapore dell'involtino che aveva lo stesso sapore del mocio bagnato che ho usato per pulire in ufficio ieri.

4 - L'ospite era simpaticissima e di compagnia, e così pure la mia amica, ma davvero la cosa non bastava ad affievolire il senso di schifo generale. Ero attonito.

5 - Il conto: 35 euro. Non sono certo una follia ma una mia personalissima stima dice che ci sono almeno 34 euro di troppo, in quel conto. Si ok, ho contribuito a salvare la quercia nana, però vaffanculo.

Poco prima di mezzanotte me ne sono andato a casa con uno strano pensiero in mente: quanto sarebbe stato SPLENDIDAMENTE IMMORALE e ANTIVEGAN arrivare a casa, accendere il forno e preparare l'amata, umile, gustosa pizza surgelata con amorevoli dosi di fomaggio, finferli e speck? E una bella birra ghiacciata, naturalmente.

domenica 18 ottobre 2009

La notte e l'alba



E' notte fonda, e dormo avvolto da una coperta pesante sul divano. Il libro mi è caduto per terra, il bicchiere sul tavolino è vuoto.
Avverto i suoi passi leggeri mentre entra nella stanza, è scalza. La porta del frigorifero si apre per qualche secondo e poi si richiude, ne intravedo il bagliore al di là delle palpebre chiuse. Beve, poi posa il bicchiere. Poi si avvicina a me, lentamente, sento il suo profumo. Mi chiedo cosa indossi in questo momento... un pigiama, una tuta leggera, o forse solo intimo nero. Il cuore batte più forte, darei il mondo per poter aprire gli occhi, per poterla vedere, per poter anche solo sfiorarla, ma so che non posso. Vedrei solo il bicchiere vuoto e il libro rovesciato sul tappeto.
Di giorno mi illudo quasi di riuscirci, ma di notte non posso far nulla per fermare i sogni. Tra non molto è l'alba, sono salvo.

?

"Chi sei tu, che nel buio della notte osi inciampare nei miei più profondi pensieri?" William Shakespeare



venerdì 16 ottobre 2009

Blue Hotel, on a lonely highway

Blue Hotel, on a lonely highway,
Blue Hotel, life don't work out my way.

Blue Hotel, on a lonely highway,
Blue Hotel, life don't work out my way.
I wait alone each lonely night.
Blue Hotel...
Blue Hotel...

Blue Hotel, every room is lonely,
Blue Hotel, I was waiting only.
The night is like her lonely dream.
Blue Hotel...
Blue Hotel...

Blue Hotel, on a lonely highway,
Blue Hotel, life don't work out my way.
I wait alone each lonely night.
Blue Hotel...
Blue Hotel...

Blue Hotel - Chris Isaak





lunedì 5 ottobre 2009

Era tempo che...

... un semplice "trailer" non mi regalava emozioni.







Questo c'è riuscito... lo trovo dolce e poetico come certi ricordi di infanzia. Ora aspetto il film.

Where the wild things are.